sabato 25 settembre 2010

Piero Gobetti


Il mussolinismo è un risultato assai più grave del fascismo stesso perché ha confermato nel popolo l'abito cortigiano, lo scarso senso della propria responsabilità, il vezzo di attendere dal duce, dal domatore, dal deus ex machina la propria salvezza.
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mercoledì 22 settembre 2010

Gianfranco Miccichè e Raffaele Lombardo


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lunedì 20 settembre 2010

Sempre PES vs FIFA


Se incalzati sull'eterna guerra tra Veltroni e D'Alema si può umanamente rispondere chissenefrega, lo stesso atteggiamento, per molti, è impossibile riproporlo nello scontro tra Pes e Fifa.

Come ogni anno anche in questa fine estate e inizio autunno si ripropone l'interrogativo: "quest'anno è meglio Fifa o Pes?"

Cercando su google, le innumerevoli pagine che escono fuori portano a conclusioni troppo dipendenti dal caso: quanti partigiani abbiamo letto, quanti giudizi veramente disinteressati ed epurati da qualsiasi elemento soggettivo?

Veniamo ai fatti. Sui rispettivi siti (qui e qui) sono da pochi giorni disponibili le demo di questi due giochi dedicati al calcio e sui quali ancora una volta entrambe le software house puntano molto. Segno tangibile che per i giochi veri e propri manca ormai poco. Infatti, Pes 2011 sarà in commercio dal 30 settembre e Fifa 11 dal primo ottobre.

Dopo la netta supremazia di Pes (l'erede di Winning Eleven) dei primi anni duemila, da qualche anno Fifa era riuscita a raggiungere e per qualcuno anche a superare il gioiellino di casa Konami. Quest'anno, dunque, si aspettava Pes a rincorrere Fifa o comunque a provare di distanziarla di nuovo. Le demo sembrano dare ragione agli sviluppatori della Konami, ma la Electronic Arts mantiene grandi aspettative per questo ultimo Fifa. Postiamo, senza essere troppo di parte, il trailer di chi dovrebbe partire svantaggiato e vediamo come andrà a finire: sotto natale sarà possibile avere commenti definitivi.



Buon attesa a tutti e che ognuno si accontenti delle proprie preferenze e delle decisioni che prende di conseguenza. | permalink

venerdì 17 settembre 2010

Giornali e Web VS USA


(da The Daily Week)

Fare paralleli tra la nostra Italia e un altro paese, magari gli Stati Uniti d’America, è da sempre gioco nazionale più o meno strumentalizzato all’occorrenza. Parlando di giornalismo online che si allaccia bene col tema della connessione in mobilità, si scopre che il giochino in questo caso viene semplice, senza forzature, ed evidenzia analogie e differenze interessanti.

La scorsa settimana Audiweb (il soggetto realizzatore e distributore dei dati sulle audience in Italia) ha pubblicato i dati relativi alla vita su Internet degli italiani: i siti con più visitatori unici e pagine viste nell’arco di Luglio 2010, i dati relativi ad aree geografiche, età e fasce orarie. Repubblica si mantiene “url” più digitato con più di un milione di lettori unici al mese. Gli altri quotidiani, invece, fanno fatica a rispondere alla crescente concorrenza lanciata dalle piattaforme di blog o realtà editoriali vere e proprie ma considerate non tradizionali perché non presenti in edicola. Il sito del Messaggero è appena sopra i 77mila, quello del Sole 24 Ore è sotto i 200mila, la Stampa.it sui 232mila; mentre Tuttomercatoweb.com supera i 240mila. In confronto vanno benissimo i siti di riviste e i network legati alla moda e che si occupano di gossip. Un esempio: Donna moderna supera i 117mila visitatori unici mentre Panorama si ferma sotto i 33mila (peraltro, se fa piacere o meno, doppiato dall’Espresso).

Appaiono ancora più deludenti i dati relativi a realtà nate sul web e che hanno deciso di raccontarlo più delle altre. Su tutte la situazione attuale de ilPost.it e di Wired.it. Il sito della rivista “più nerd ma popolare come fruizione” che c’è in edicola si ferma sotto i 5000 lettori unici al mese. Il caso de il Post, esperimento italiano del gioiello di Arianna Huffington, è stato già analizzato da Massimo Russo e altri “opinionisti del web” (altra competenza rispetto a quella dei più conosciuti di calcio e politica).

Sempre pochi giorni fa dagli Usa è giunta la notizia che proprio l’Huffington Post appena citato e la rete di blog Gawker Media ha sorpassato ogni altro sito di informazione tradizionale, tranne quello del New York Times. Dunque, qua ritroviamo le analogie e le differenze tra il nostro stivale e il paese a stelle e striscie. Il NYT banalmente può venire affiancato a Repubblica e forse non a caso proprio il giornale di Ezio Mauro fu il primo a puntare in Italia su una “redazione online” nel 1997. Subito dopo è facile aggiungere il collegamento con “gli altri giornali” che arrancano qui come in America.

La differenza, invece, sta nel notare che in America la rete boccia tutti i giornali online(ricordando sempre l’eccezione del NYT) a favore di nuove strutture e forme di comunicazione pur sempre generaliste e che si sostituiscono perfettamente nel rispondere alla richiesta di essere informati da parte dei lettori. In Italia non è proprio così. Ricordata l’analoga eccezione, stentano a prendere il volo reti di blog o di informazione totalmente e solamente presente in rete che siano in grado di spazzare via i media fondati nell’800. Gli italiani si vanno a leggere il sito sul calciomercato per avere le notizie in tempo reale, quello sull’ultimo gossip per lo stesso motivo, ma sempre perché spinti da un interesse particolare e ben circoscritto.

Se il direttore del NYT sembra aver deciso che in un futuro molto prossimo forse il suo storico giornale dovrà abbandonare la zavorra cartacea per poter competere con forza sul web, da noi al massimo si rifà il “restyling” ai siti. Di più non si può. Anche perché, e forse proprio questa è la differenza fondamentale che sta a monte e da cui dipende tutto il resto, nel bel paese ci sono intere zone collinari e montane, entroterra delle isole e del sud, completamente senza Internet, altro che possibilità di scegliere la fibra ottica.

Se poi cresce (ed è cresciuta notevolmente negli ultimi due anni) la navigazione attraverso dispositivo mobile, gli operatori, nessuno escluso (l’ultimo a cedere è stato proprio Tre nei giorni scorsi), sono costretti a rallentare la velocità di connessione agli utenti che consumano più banda. Perché? Perchè la banda è già satura e chi utilizza già 400-500 MB di traffico al giorno provoca problemi enormi agli altri utenti e dunque gli operatori hanno dovuto correre ai ripari. Quindi ci possiamo scordare, ad esempio, chiamate via Skype quanto ci pare se vogliamo spendere di più o solo via dispositivo mobile. Non si può. Noi ci chiediamo, a questo punto, chi è quel qualcuno che sta pensando a risolvere questo problema il prima possibile. C’è chi pensa a rendere possibile in Italia la connessione Wifi ovunque? Non la chiediamo mica gratis (anche se in America come nei paesi del nord Europa oltre ad esserci è anche gratis). Siamo disposti ancora a spendere di tasca nostra per il nostro paese. Dateci almeno questa possibilità.
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martedì 7 settembre 2010

Angelo Vassallo


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lunedì 6 settembre 2010

X Factor


Sì, ok, vado talmente contro la corrente di "quelli che vanno controccorrente" che confesso che riguarderò random X-factor perché c'è Elio. Ero, infatti, anche uno di quelli che lo ha guardato in passato perché c'era Morgan. Sarà che mi piace nuotare dove mi pare. | permalink