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giovedì 9 aprile 2015

xperia Z3 Compact


Dopo il pioniere HTC Tytn II, il Nokia E71, ho dovuto mandare al riposo anche il tanto amato e fedele iPhone 4, classe 2010.

Da qualche giorno mi affido ad un Sony xperia Z3 Compact, orange. Uscito nella seconda metà dello scorso anno, mi è sembrato il miglior prodotto qualità-prezzo sul mercato, e forse anche di più.

A risentirci.

ps
l'iPhone 4, per non avermi mai lasciato a piedi, ha trovato un'altra sim, e continuerà ad accompagnarmi con molta più serenità. Al passato grazie, al futuro sempre sì. | permalink

venerdì 27 luglio 2012

10 app per iPad


(da The Week)
Mi concentro su app presenti o realizzate appositamente per iPad, ma Skype comunque non può mancare. Con l’aumento della presenza di reti Wi-Fi (seppure ancora con lentezza) Skype assume maggior importanza in un dispositivo che permette tutto ma non di fare chiamate o inviare sms. Inoltre con il potenziamento della fotocamera e il miglioramento del display retina, risulta davvero un piacere videochiamare con questo tablet, oltre che molto comodo. Gratuita

Podcast
Ce n’è oggettivamente per tutti i gusti. E in tutti i formati. In tutte le circostanze. Unico avviso, non perdersi dentro i tantissimi podcast offerti, moltissimi gratuiti. Dalle più note trasmissioni radiofoniche italiane, ai video (spesso vere e proprie lezioni caricate su iTunes) di università americane o cinesi. Gratuita.

Tweetbot

Dopo un utilizzo significativo mi pare che sia la migliore app per la gestione di Twitter. La app ufficiale dell’uccellino per i miei gusti è molto meno completa di quella disponibile su iPhone: ad esempio mancano i retweet e il “ti segue”. Oltre ad essere efficiente sotto questi punti di vista Tweetbot appare migliore da un profilo puramente estetico, e anche per quanto riguarda l’usabilità. A pagamento.

Fera

Spesso la app ufficiale di Facebook subisce rallentamenti, blocchi o addirittura va in crash. Ad oggi Fera mi pare la migliore app per gestire facebook dal punto di vista qualità/prezzo (non è gratuita infatti, costa 1,99euro). Per i più affezionati a facebook c’è da dire che visualizza i profili fb e le pagine in maniera leggermente diversa e più completa di quanto appare anche sul normale computer. Insomma altro che “versione mobile”...

Tubebox

Permette di catturare i video da Youtube. Una app fondamentale per chi ha bisogno di reperire materiale video per qualsiasi uso ne abbia bisogno.

Numbers e iMovie
Sono due delle diverse app di casa Apple messe sul mercato per dare agli utenti una offerta competitiva alternativa ai famosi software di Microsoft. Mi pare che queste due, sempre per un criterio principalmente di qualità/prezzo, risultino più indispensabili delle altre. Numbers è sostanzialmente il contraltare di Excel, e permette di lavorare in maniera abbastanza profonda su un foglio di lavoro. Unica accortezza da consigliare è quella di prendere molta dimestichezza con il touch screen, altrimenti qualche arrabbiatura probabilmente arriva. iMovie invece permette di lavorare su materiale video, scaricato dal web oppure direttamente girato con iPad. Presenta un’interfaccia molto intuitiva e delle funzioni più che sufficienti per realizzare prodotti apprezzabili. Entrambe le app sono a pagamento, sotto i 10 euro.

World Atlas

E’ una app offerta da National Geographic che permette di avere il mondo in un dito. Qualsiasi informazione e statistica su qualsiasi paese del mondo. Molto utile per chiunque, non solo per i maniaci della materia. A pagamento.

Teletube

Ad oggi, salvo aggiornamenti che ne depotenzino l’offerta(ossia canali tolti), pare una delle migliori app per vedere la tv da iPad. Fermo restando che ogni grande gruppo televisivo ha la sua app ufficiale (di molto migliorata quella della Rai, anche se resta insuperabile quella di SkyGo), Teletube offre tanti canali delle tv estere e internazionali in un posto solo. In ogni caso questo segmento delle app per tv si caratterizza per repentini cambiamenti del’offerta di settimana in settimana, a causa del continuo monitoraggio apunto delle dirette interessate, le emittenti televisive...

Simcity DLX

Uno dei giochi per PC più conosciuti nei cosiddetti anni zero. Ora cerca di ricollegarsi su web e nuovi dispositivi mobili, come appunto iPad e gli altri tablet. C’è da dire che questa versione “Deluxe” non presenta significativi aggiornamenti rispetto alla versione SimCity, anzi, sostanzialmente siamo lì. Ma chi è affezionato a questo tipo di gioco di strategia, o proprio a SimCity, probabilmente spende pochi euro per averlo sempre con sè quando ha un ritaglio di tempo. | permalink

giovedì 26 aprile 2012

E chi c'ammazza?


Questo blog ha subito diverse traversie, da quando stava sul Cannocchiale. Come tanti. Non ho scritto tante volte per tanto tempo. Per poi riprendere a scrivere "promettendo" ogni volta nuovo impegno. Nel frattempo ci siamo nascosti per un po' dietro la forza di fb, che, di sicuro, per qualche anno, dal 2009 ad oggi, pareva aver ucciso i blog.

Adesso, però, le note di fb, ad esempio, sembrano davvero morte: prima ti trovavi taggato almeno in una nota al giorno, adesso non succede più. E oltretutto, da quando c'è Monti, coincidenza interessante, pare che in massa abbiamo la necessità di curare di nuovo un contenitore da "lunghi pensieri". Gli status, seppur senza limitazioni a 400 caratteri, appaiono semplicistici e non più adatti ed efficaci. E Twitter poi ha la necessità ti far viaggiare link seri ed argomentati.

Per fortuna almeno in parte l'avevamo capito che non aveva senso chiudere tutto. Ma che bisognava solo aspettare che i tempi tornassero maturi per curare quotidianamente (o quasi) un blog. Anzi, adesso i tempi sono ovviamente più maturi di 10 anni fa...


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giovedì 16 febbraio 2012

iPAD 3: countdown partito


Non c'è ancora l'ufficialità, ma in molti dicono che è come se ci fosse. La nuova versione della tavoletta più famosa del mondo dovrebbe essere presentata il prossimo 7 marzo. La location sarà lo Yerba Buena Center di San Francisco, tradizionale palcoscenico scelto da Cupertino per queste occasioni, e adorato da tutti gli amanti di Apple.

Ma il dato interessante è che 7 marzo significa subito dopo il Mobile World Congress che si tiene a Barcellona: evento che quest'anno vedrà protagonisti tutti i concorrenti di Apple e in particolare di iPad3 che montano Android. Verranno presentati tutte le nuove tavolette che riproveranno ad intaccare il dominio della mela sul mercato dei tablet.

Per quanto riguarda le indiscrezioni sulle specifiche tecniche, quelle date ultimamente per più sicure sono le seguenti: display Retina da 2048 x 1536 pixel e un processore quad-core A6. Il nuovo iPad avrà due fotocamere, ovviamente potenziate rispetto a quelle del suo predecessore, ma in verità non si sa di quanto.

Il Wall Street Journal, essendo fonte evidentemente più autorevole di qualsiasi "sito nerd", ha creato un po' di confusione. Il giornale americano ha scritto che l'iPad 3 avrà connettività LTE 4G sia su operatore Verizon che AT&T, ma solo negli States.

Questo induce a prevedere che per il resto dei mercati internazionali sarà offerto una versione di iPad3 priva di LTE. E ciò aiuta a spiegare il perché, come al solito, nel resto del mondo, come da noi in Italia, ovviamente non avremo in mano il nuovo gioiellino lo stesso giorno che in America. Siamo in una "seconda fascia" di paesi, diciamo. Ad ogni modo tutti dicono non molto dopo. I più ottimisti addirittura entro Aprile, più o meno un mese più tardi.

E' anche vero, però, che si registra da parte di Tim e Vodafone la volontà di lanciare sul territorio italiano sperimentazioni riguardanti le reti LTE, questa nuova tecnologia su cui si baseranno presto o tardi tutti i dispositivi mobili anche da noi. Quindi, a ben vedere e a ben sperare, non dovremmo comunque trovarci impreparati qualora iPad3 (e pure iPhone5) avranno a disposizione questa connessione 4G: velocità pari a 100 Mbit/s in download e 50 Mbit/s in upload. Ovvero un altro mondo rispetto alla 3G.

(continua a leggere su The Week) | permalink

giovedì 19 gennaio 2012

Intervista a Fabio Lalli. L'enterprise 2.0 parla anche italiano


La usiamo tutti o, per lo meno, ne abbiamo sentito parlare almeno una volta. Instagram è la app del momento. E lo è da mesi ormai. Ma le novità sul suo conto continuano ad aumentare: stringe legami con altre realtà social e rafforza quelli esistenti.

Con i due mostri sacri di Internet e il social networking, Facebook e Twitter, le novità sono gustose e utili allo stesso tempo. Gli utenti-amanti di Instagram più attenti già le avranno notate da qualche giorno a questa parte. Adesso tutte le foto che abbiamo su Instagram che carichiamo su Fb vengono automaticamente archiviate in una cartella omonima. Su Twitter è possibile comporre uno sfondo con tutte le proprie foto di Instagram o quelle dei propri Followers.

Sul web invece è possibile archiviare e far vedere i propri scatti, gli amici e la nostra attività su Instagram grazie a Followgram. Una web app che sta avendo molto successo non solo in Italia; anzi, forse soprattutto proprio al di fuori dei confini nazionali.

Con uno dei fondatori di Followgram, Fabio Lalli, parliamo di questo e di molto altro legato al mondo dell' Enterprise 2.0, al come creare in Italia un business sulla rete. La visione di un imprenditore della nostra generazione, che da sempre considera e vive Internet non come un divertimento. O meglio, non solo.



Fabio Lalli, classe 1977, dal tuo profilo Twitter leggiamo anche "compulsive startupper", come ti definisci in rete. Continua tu: chi sei, cosa fai, perché?

Sono un appassionato di Internet, delle sue potenzialità e di comunicazione. Mi sono sempre occupato di programmazione e system integration. Negli ultimi anni ho seguito la direzione IT di alcune aziende e contemporaneamente ho cominciato a sviluppare alcuni progetti. Nel 2010 ho fondato il network Indigeni Digitali, da poco è divenuto Associazione No Profit, e a Luglio del 2010, insieme a Lorenzo Sfienti abbiamo lanciato Followgram. Ora mi sto occupando del lancio di un progetto chiamato IQUII, una Mobile Factory. Mi piace ideare cose nuove, sono adrenalinico, sono un papà, geek ;)


In Italia abbiamo una disoccupazione giovanile troppo elevata e drammatica: il 30,1%. A un giovane italiano, magari laureato, che ha un'idea, consiglieresti di provare a fare l'imprenditore? Come rendere Internet una vera opportunità e non solo "cazzeggio"? E passare dal virtuale al reale?

Ho iniziato il mio percorso professionale grazie ad Internet nel 1999. In quel periodo mi occupavo di 3D e progettazione Cad per alcuni studi di ingegneria ed architettura e contemporaneamente avevo iniziato a sviluppare siti internet. Nel '99 appunto, un dirigente exIBM mi ha trovato in internet grazie al mio sito personale e sono stato assunto da questa azienda di Torino in avvio su Roma e successivamente acquisita dal gruppo Altran. Da lì ho cominciato ad occuparmi di Internet. Tornando alla domanda iniziale, ti dico, quindi, per esperienza personale: è sbagliato dire "Internet può diventare una vera opportunità", perchè Internet è una opportunità e non si può oggi pensare di non utilizzare la rete, almeno come mezzo di diffusione del proprio business. Chi ritiene che internet sia solo "cazzeggio", non ha capito il valore vero della rete e le sue potenzialità.
Per quanto riguarda il fenomeno disoccupazione e il percorso da imprenditore, consiglio di fare questo mestiere a chi sente realmente di poterlo fare. Fare l'imprenditore vuol dire sacrificio, impegno, responsabilità, determinazione e convinzione prima di tutto. Se una persona pensa di potercela fare, la risposta è si, lo consiglio. Mettersi in proprio è una esperienza altamente formativa, è una palestra che ti allena moltissimo. Non è da escludere però, la possibilità che una persona voglia intraprendere prima un percorso professionale d'azienda e poi successivamente decidere di staccarsi e lanciarsi in un progetto di impresa. Sono diversi percorsi e tutti e due hanno pro e contro.


Ci dici quali sono, se ci sono, i primi 3 comandamenti dello startupper? E i finanziatori è meglio andarli a cercare direttamente all'estero?

Non è facile sintetizzare in 3 comandamenti, direi:

1) non aver paura di sbagliare: imparare dai fallimenti;

2) circondarsi di persone anche più brave e confrontarsi senza preoccupazione;

3) pensare in grande ed agire con passione.

Il "discorso finanziatori" è un tema lungo. Ne facciamo un'altra di intervista!? :) A parte gli scherzi, non è banale come domanda: secondo me in Italia i capitali ci sono, magari non sono tanti quanti quelli di cui sentiamo parlare su Techcrunch e via dicendo, ma ci sono. Personalmente non mi farei il problema sul dove cercare il finanziatore, Italia o estero, se non ho ancora bene in testa cosa fare!


Fra i tanti progetti che hai creato, hai fondato Followgram, già citata: l'applicazione web che permette di vedere le proprie foto di Instagram, l'app più scaricata e famosa da mesi. Noi di The Week siamo utenti affezionati, ma è oggettivo che ha avuto una crescita rilevante e una visibilità internazionale molto invidiabile. Quale è la situazione attuale, i numeri, e su cosa state puntando per questo 2012, una versione Pro?

Eh! parli con uno che è un Instagram addicted! Scrissi un post appena uscita l'app, nel quale dicevo che IG avrebbe generato dipendenza: così è stato. Instagram ha cambiato completamente le dinamiche del photosharing e ha rivoluzionato il mercato della fotografia dal mobile. Noi con Followgram stiamo puntando molto alla differenziazione delle funzionalità: non stiamo sviluppando un viewer come fanno gli altri, ma stiamo puntando alla creazione di una piattaforma social completa. Proprio ieri, in una intervista alla MSNBC, Mike il fondatore di Instagram ha detto che il futuro della monetizzazione di IG è nei brand e nei servizi pro. Ecco, noi da novembre stiamo sviluppando la nuova versione di Followgram, che conterrà proprio funzionalità estese e le brand page. Abbiamo già molti brand che le stanno utilizzando: Pitti, Fastweb, Dolce&Gabbana, KLM, e molti altri.
[...]

(continua a leggere l'intervista su The Week) | permalink

mercoledì 18 gennaio 2012

Wikipedia. Battaglia buona e giusta



Modalità #sopablackout. Altro esercizio che non è e non sarà inutile. Oltretutto sono proprio affari nostri: lo spiega Mantellini, qui. | permalink

giovedì 12 gennaio 2012

10 app da usare


Appena qualche giorno fa siamo stati inondati di classifiche sulle applicazioni più scaricate, gratuite e a pagamento, su quelle più popolari, e così via, del 2011.

Ad anno ormai iniziato, mi limito a fornire un elenco di 10 apps che mi sembrano veramente utili, a prescindere da qualsiasi altro elemento di analisi. E mi concentro esclusivamente su quelle gratuite; per comodità, diciamo. Ordine totalmente casuale.


Hootsuite e Plume.

Come dicono tutti, se si ha voglia e interesse di stare in rete, nel 2012 non si può più evitare di “vivere” Twitter. Ovviamente evitando di emulare i “twitteromani”, vip o non vip. Quelli che ci stanno lettaralmente 24 su 24. A proposito come fanno? Che giornata hanno?

Comunque, avere una presenza ponderata su Twitter è utile e ha senso, oltre che essere divertente. E Hootsuite ad oggi mi sento di preferirla a Tweetdeck, soprattutto da mobile.

Invece Plume è esclusivamente per utenti Android. Instagram Non sono per nulla originale nel segnalare



Instagram.

Ma è davvero impossibile evitarlo. E’ la app del momento da mesi, e lo resterà a lungo. Tutte le altre, di qualsiasi “categoria”, vengono dopo. Dà la possibilità di editare velocemente e relativamente bene le proprie foto. E poi permette di condividerle subito dove si vuole sul web. Oltre che costruire in automatico un archivio in perfetto stile e utilità cloud.



Quickoffice

Avere il vecchio e caro pacchetto Office, rivisto, flessibile e adattato ai nuovi usi e condivisioni, è diventato ineludibile. Non solo su tablet. Anche da smartphone sta prendendo piede (anche le versioni premium). Basta guardarsi intorno quando si viaggia in treno. Non necessariamente in business class.



Foursquare

Non fa solo divertire e sentire al centro dell’attenzione: aumentare i punti con i chech in e scalare la classifica del geotagging mondiale. Essere e utilizzare abbastanza Foursquare fa scoprire luoghi e opinioni che non si conoscono in modo istantaneo, spesso fornisce informazioni che sarebbe quasi impossibile reperire.



Messenger (di Fb)

Facebook è diventato sovraffollato da tempo. E manda continuamente notifiche, da cui magari in certi momenti si vorrebbe non essere disturbati. Il servizio che, invece, si vuole tenere sempre sotto occhio è la chat e i messaggi (da un po’ unificati) che Fb offre. Si tratta ormai di una vera e propria chat mondiale. Da quanto tempo non apriamo Msn? Ecco, Questa app serve proprio, ed esclusivamente, a questo. A gestire in mobilità i messaggi che ci arrivano su fb.



WhatsApp

Con l’ultimo aggiornamento di iOs e l’arrivo di iMessage ha perso un po’ di attenzione da parte degli utenti Apple. Ma resta pur sempre una applicazione rivoluzionaria, che fa comunicare con la sola connessione Internet in qualsiasi modo. Testo, audio, foto, video. E verso qualsiasi smartphone capace di supportarla. Ormai tutti.



Livestream

Il 2012 sarà un anno decisivo anche per il passaggio di massa dalla tv a Internet. Youtube sta incrementando il suo servizio Live, aumentando il numero degli utenti abilitati. Livestream ha migliorato il suo servizio, soprattutto da mobile. Ormai chiunque può prodursi, e da dove vuole, un programmino tv. Deve rispettare solo due vincoli. Una connessione Wi-Fi o Internet decente. E cose interessanti da dire e far vedere.



MyPhone+

Si tratta di una app utile in senso stretto. Permette di sincronizzare la rubrica del proprio telefono con gli amici di Fb. L’unico effetto collaterale si ha nel dover controllare che la sincronizzazione si avvenuta anche per contatti con nomi uguali o simili(foto, compleanni, info varie). E si ha un po’ di confusione nel calendario quando la rubrica supera il migliaio.
[...]

(continua a leggere su The Week.
Ecco tutti gli altri articoli di questo numero
Quattro impegni per Monti di Mario Adinolfi
Università: Spagna VS Italia
Grasse e felici di Alessia Fedele
Urlo disperato di Pina e di Lia Zeng di Cristian Umbro
Tobin Tax? No grazie ) | permalink

martedì 10 gennaio 2012

iPad 3 e iPhone 5: tutti i rumors


Pare proprio che ormai si tratti di un vero “business”, quello dei rumors, evidentemente legato in primo luogo ai prodotti Apple. Le testate online ci vanno caute e alla fine si limitano a fare “riassunti ponderati”. Invece i blog e i forum del settore, in particolar modo quelli specializzati nel mondo della mela, combattono battaglie a suon di Update, smentite e delegittimazioni “dell’avversario”. Ma andando a stringere ciò che si dice di sapere non è molto. E proviamo a fare un po’ di ordine.

Ad oggi le attenzioni sono rivolte su iPad3 e su iPhone5. Cominciamo dal re dei tablet. In molti puntano sul 24 febbraio come data di uscita. Perché? Sarebbe stato il 57esimo compleanno di Steve Jobs. Ma questa è una data credibile soprattutto perché cade tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera. E a un anno dal lancio della seconda versione. Infatti, il dato più certo è che iPad 3 esca al massimo entro marzo.

In tanti, poi, ipotizzano anche un secondo nuovo iPad in uscita in autunno, altro periodo favorevole ai lanci. Però ci si divide sulla natura del device. Chi sogna e dice che sarà addirittura l’iPad4. E chi, molto più razionalmente, prevede che Apple metterà sul mercato un mini iPad per combattere meglio la concorrenza che si fa più agguerrita, provando a segmentare al massimo il settore. Oltretutto entro ottobre i concorrenti faranno uscire nuovi apparecchi con Windows 8.

Veniamo alle caratteristiche e alle cosiddette specifiche tecniche che si vociferano. L’Pad3 non dovrebbe avere rilevanti modificazioni estetiche. Potrebbe, invece, contare su Siri, l’asssitente vocale che lo differenzierebbe da suo predecessore attualmente in commercio. [...]

(continua a leggere su The Week) | permalink

venerdì 20 maggio 2011

"Pretending to be myself again"


Certe canzoni "nicche" continuano, ogni tanto, a ricordarmi, in un modo tutto loro, chi sono. Lo fanno, forse, meglio della ragione. Quando ero teenager forse hanno influito a farmelo capire, adesso me lo fanno ricordare.

Capitano sempre per caso, si sa, questo tipo di cose è impossibile metterle in agenda e chiamarle in causa a piacere proprio. Arrivano quando pare a loro e vengono a farti toc-toc a mente e cuore, ma quasi sempre subito dopo ti accorgi che ce n'era proprio bisogno.

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mercoledì 11 maggio 2011

Robert Nesta Marley


Ciao Bob, e sono passati 30 anni.  Hai proprio ragione: "i soldi non comprano la vita".

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sabato 7 maggio 2011

Delicious e questa giornata


Ho scritto una sorta di promemoria avente ad oggetto Delicious. Su Facebook ho ricordato che, da quando gliel'ho fatto conoscere, ho mio padre sulla coscienza: è diventato oramai un fondamentalista di Delicious. Ma, in realtà, anche a me diverte e "appassiona" molto il servizio che offre.

Ad ogni buon conto, stasera si potrebbe verificare un evento che ri-aspetto da 7 anni. Alle 20.45 si gioca Roma-Milan, e alla faccia degli scaramantici che non sopporto, lo ricordo senza gesticolare in malo modo. La mia vicinanza geografica dall'Olimpico è ridicola, ma comunque non potevo proprio mancare. Forse avrei potuto comprare un biglietto in tribuna, ma in mezzo ai "lupacchiotti" della curva sud potrebbe risultare storico. | permalink

venerdì 1 aprile 2011

Chi non usa Gmail...sarà trafitto da Gareth Bale


da The Week

Era il primo aprile del 2004. Per diversi mesi si sarebbe potuto diventare utenti di Gmail solo grazie all'invito di un amico. Poi, dal 2007 si sono aperte le porte di accesso, e da allora è stata una crescita continua.

Adesso è la terza webmail più utilizzata nel mondo. Il bello è che appena abbiamo l'esigenza di aprire una nuova mail per qualche ragione ci viene in automatico in mente Gmail. Verrebbe da dire che Google anche in questo settore ha stravinto.

Gmail è facilissima da usare, permette una rapida personalizzazione dell'interfaccia, è ovviamente gratuita, e mette a disposizione (ad oggi) 7500MB dove archiviare migliaia e migliaia di messaggi. Inoltre, e non da ultimo, è molto sicura. Molti nel tempo sono passati a Gmail proprio per la "leggenda" sentita in giro secondo cui lo spam non era più un incubo. E in effetti è così: la cartella spam filtra in automatico ogni giorno spam su spam e l'utente se ne accorge solo andandoci a cliccare.

Inoltre, ha due funzionalità che da accessorie negli anni passati sono diventati pressochè fondamentali. La prima riguarda l'accesso in mobilità. Se non la migliore in assoluto, è la migliore a pari merito per quanto riguarda l'utilizzo da dispositivi mobili. In breve, è una certezza da qualsiasi smartphone. Poi c'è la chat, Gtalk, altro asso nella manica calato da Google, capace di far aumentare le quotazioni del suo servizio di Instant Messaging e insieme di Gmail. Gtalk è una chat velocissima e molto usata per scopi lavorativi. Se su Facebook nel 90% dei casi "si rimorchia" o si "giocherella", su Gtalk si lavora...

La vera chiave del successo di Gmail forse, però, è da rintracciare nell'idea vincente di raggruppare le mail scambiate in botta e risposta. Indiscutibilmente una delle novità introdotte dalle menti di Big G è proprio la possibilità di seguire il filo del discorso anche a distanza di giorni e mesi senza uscire pazzi in ricerche titaniche.

Oltre a questa organizzazione automatica delle mail l'altro punto di forza è la ricerca per parola chiave, che permette di ritrovare mail vecchie magari di anni in pochi secondi.

L'idea di Gmail, come ha raccontato al momento del lancio Larry Page, venne da una utente di Google, che mandò a Mountain View una provocazione molto interessante: perdo un sacco di tempo nell'archiviare e cancellare le mie email, perché non mi risolvete questo problema?

Senza forzature si può dire che ci sono riusciti egragiamente. Big G, infatti, continua ad avere problemi non qui, ma altrove. Ad esempio sul versante della privacy e della concorrenza con i nemici di sempre, come Microsoft. In questi ambiti continua a compiere errori e sempre più spesso è costretto ad ammetterli e a chiedere scusa: come è successo in questi giorni per il caso di Google Buzz con la FTC (Federal Trade Commission statunitense) e per la denuncia presso l'antitrust europeo da parte del colosso di Redmond.

Tornando a Gmail, l'ultima novità che la riguarda è stata lanciata senza fare troppo rumore da Google. Si tratta di un nuovo sistema di advertising personalizzato che, molto probabilmente, all'inizio non piacerà per nulla soprattutto agli utenti molto legati alla riservatezza delle proprie comunicazioni in rete. Verrà sfruttata la funzione "posta prioritaria" per analizzare e studiare gli interessi degli utenti. Banalmente, se uno riceve molte mail da siti di marche o appassionati di motociclismo, verrà tentato da link pubblicitari inerenti al mondo delle moto messi lì apposta da Google.

Sta sempre all'uomo compiere la sua scelta. Di sicuro il servizio offerto da Gmail resta ottimo.

Un pesce d'aprile à la Google, però, non poteva mancare.

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venerdì 25 marzo 2011

Il periodico di Google


da The Week


Si chiama Think Quarterly ed è l'ultimo nato a Mountain View. E' a tutti gli effetti un magazine, trimestrale e online.

Big G spiega il perché è nato Think Quarterly affermando che c'era la necessità di organizzare e archiviare meglio i contenuti scambiati con i numerosi clienti, finora inviati attraverso tante newsletter, email, blog ufficiali, materiali stampati.

TQ è stato concepito e definito come "uno spazio per respirare in un mondo trafficato", che, neanche a dirlo, affronterà i temi della tecnologia e del business e gli intrecci che li legano. Matt Brittin, il capo di Google in Gran Bretagna, in una sorta di editoriale ha scritto: "In un mondo di cambiamenti molto veloci, abbiamo bisogno di tempo per riflettere. Think Quarterly è uno spazio di respiro in un mondo indaffarato. Uno spazio per riflettere su quello che sta succedendo".

La fresca prima uscita è composta da 68 pagine ed è dedicata alla gestione delle informazioni. E viene mostrato come TQ vorrà analizzare gli ultimi eventi che hanno visto protagonista la rete e come stanno cominciando ad avere ripercussioni sul business.

Il magazine è stato ideato e realizzato dall'agenzia di creativi  The Church of London, e non a caso: la versione cartacea di Think Quarterly, almeno per ora, è rivolta ed arriva solo ai partner britannici di Google. Non è stato nascosto che si tratta di un'operazione di marketing.

Il corpo dei giornalisti è costituito da collaboratori "arruolati" e dai "soliti" freelance. La firma più nota sembra essere quella di Simon Rogers (caporedattore di Datablog sul Guardian).

Il sito colpisce subito per la sua struttura e allo stesso tempo fa ricordare che si tratta di "un prodotto" Google: quindi pagina molto "pulita" su sfondo bianco. In particolare, Think Quarterly  è costruito con Flash e, inoltre, rende immediatamente l'idea della profondità dei suoi contenuti. Non è azzardato fare paragoni con BusinessWeek e/o con Salon. | permalink

mercoledì 9 marzo 2011

Flipter, dove testare le proprie idee



Ve lo ricordate Quora? Il social che a inizio anno stava facendo impazzire gli italiani "più nerd" e appassionati del web 2.0?

Flipter sembra riprendere lo stesso filone. Sono molti, infatti, tra i nuovi social network che provano ad affermarsi, quelli che puntano sul vecchio problema della mancanza di informazione provando a dare risposte più veloci possibili.

Di Quora ne avevamo, appunto, parlato a Gennaio. Ora è la volta di Flipter. Si tratta di una piattaforma di microblogging che si prefigge di mandare feedback rapidissimi a chiunque la utilizzi per "porre sotto giudizio" le proprie idee, pensieri, opinioni, desideri.

Dunque, se vogliamo, almeno in parte sembra differenziarsi da Quora. Dove, oltre a dare sfogo alla propria fantasia filosofica(che comunque può restare fine a se stessa e senza commenti altrui), si chiedono informazioni anche molto tecniche sui pi diversi prodotti, dall'Hi-Tech(soprattutto), ai motori, addirittura a come relazionarsi tra persone. 

A Flipter, differentemente da Quora, ci si può iscrivere senza invito, e anche utilizzando il proprio profilo Facebook: importando così tutti i propri dati inseriti nel sito in blu.
Flipter, a prima vista in effetti, risulta molto più immediato rispetto a Quora. E' molto più basato sul voto a qualsiasi contenuto inserito nella piattaforma. In questo riprende, evidentemente, lo stile "mi piace" introdotto da Fb.
A questo proposito, si può portare ad esempio uno dei "segmenti" più seguiti all'interno di Flipter: "Talented or Not". In questa sorta di sezione musicisti e artisti in genere "mettono su piazza" le proprie opere e se le fanno giudicare. 

Flipter è una delle cinque startup che ha ricevuto ben HKD $100,000 (dollari di Hong Kong) da parte della Cyberport Hong Kong, una organizzazione impegnata nel finanziamento di nuove aziende che sorgono all'interno del mercato ICT.

Una volta registrati, andando in Home si possono scorrere gli ultimi contenuti pubblici inseriti dagli altri utenti, o "flips". Sulla destra ci trovano gli argomenti più popolari e sotto i tag. Infatti ogni flip può(anzi deve) essere inserito con tag in modo da poter essere archiviato in maniera ordinata e subito rintracciabile.

Altro elemento molto interessante a favore di Flipter è la possibilità di creare un badge da mettere sul proprio blog e/o sito, tramite l'ormai famosa operazione di copia-incolla di codice html (che si crea su richiesta). Analogamente esiste già l'app di Flipter su Facebook, oltre che una pagina fan in crescita.
Flipter è ovviamente su Twitter, e ha già confermato che presto arriverà sui dispositivi mobili tramite applicazione ad hoc. 

Anche in questo caso seguiremo con interesse la partita.
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martedì 8 marzo 2011

Facebook e Skype "vicini vicini"



Come amava dire un noto dirigente del calcio italiano, anche i diretti interessati ancora non hanno confermato nè hanno smentito. Ma le voci si fanno sempre più insistenti, inevitabilmente il caso è già montato e sta rimbalzando da una parte all'altra del globo. 

Facebook sembra davvero aver inviato una richiesta d'amicizia a Skype, e questi sembra intenzionato ad accettare e pure a cliccae mi piace sulla stringa in bacheca che lo ricorda.
A fine 2010 un primo timido accordo tra i due colossi di Internet: Facebook aveva ottenuto l'invio di Sms, Skype l'utilizzo del più popolato social network direttamente dalla sua piattaforma. Evidentemente, sul medio periodo anche quell'accordo potrà assumere una rilevanza maggiore. In breve: Facebook e Skype hanno fatto le prove, e nel mondo di Internet prendere le misure significa molto.

Il gioiello di Mark Zuckerberg nella chat ha il suo punto debole (o forse è meglio dire "meno forte"). Se quanto rivela Bloomberg è vero, Skype metterebbe le mani nella "cassaforte" di internauti più popolata del mondo, che vanta oltre 500 milioni di iscritti, mentre l'azienda di Palo Alto riuscirebbe a trasformare il suo punto debole, la chat, in quello di maggiore appeal.

Se tutto verrà confermato potremmo trovarci di fronte ad una rivoluzione nel settore VoIp e un amaro boccone anche per i concorrenti nell'instant messaging, ossia GTalk(Google) e FaceTime(Apple).
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sabato 5 marzo 2011

Year of the Cat


Da qualche giorno giro con questa. E per molto più che per il solo dire che "l'an del cazzo" arriva.

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giovedì 17 febbraio 2011

Forza Steve


(dal 1978)


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lunedì 14 febbraio 2011

Radiohead, era ora



Nel 2007 ci hanno provato a rivoluzionare per bene tradizioni e costumi delle relazioni venditori-clienti del mondo musicale. Misero online In Rainbows e scaricabile dai propri fans dietro un libero compenso.
Il risultato è stato comunque un successo planetario per quell'album. Ma questo, forse, ci sarebbe stato anche diversamente. La media delle "offerte libere", però, non superò i quattro dollari. Questo ha segnato la bocciatura di questo metodo e ora, per lanciare il nuovo lavoro, i Radiohead tornano almeno in parte indietro.
The King of Limbs, questo il nome dell'ultima fatica dei Radiohead sta per uscire, per la gioia dei milioni di fans sparsi per il globo. E la distribuzione torna ad essere in buona parte "tradizionale". La versione su CD arriverà nei negozi di dischi, per l'etichetta XL Recordings, il prossimo 29 marzo. Invece i vari cofanetti, composti anche da poster e altro materiale cartaceo, saranno pronti per essere spediti a partire dal 9 maggio.
Una porzione del metodo rivoluzionario sperimentato con In Rainbows nel 2007 viene mantenuto almeno nei tempi. Infatti The King of Limbs sarà disponibile online a partire dal 19 febbraio. Questa volta, comunque, non ad offerta libera, bensì a 6 sterline (la versione MP3) e a 9 quella Wav non compressa.
Infine, ci sarà la possibilità anche di acquistare cofanetti particolari per i seguaci più "devoti": i cosiddetti newspaper album. Si tratta di due vinili, un CD e la relativa versione in MP3 o in WAV, con prezzo, però, che sale rispettivamente a 30 e 33 sterline.
Noi intanto ce lo prendiamo dal web, poi magari anche da un negozio di dischi...
Da quel 1993 di Creep, primo straordinario tassello di carriera, i Radiohead hanno accompagnato noi nati nei '70 e '80. E ora continuano anche con quelli nati nei '90 e nel nuovo millennio.

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mercoledì 9 febbraio 2011

La guerra causata dal VoIP: forza internet come sempre


Preciso per i deboli di cuore che questo "forza internet" non vuole rimandare in nessun modo a riferimenti calcistici...



Gli operatori telefonici provano a imporre tariffe e offerte sempre meno aperte alle libere scelte degli utenti. Skype comincia a condannarlo pubblicamente. Si attende il giudizio di noi consumatori.

E' ovvio che per le compagnie telefoniche garantire l'accesso ai servizi VoIP è quasi farsi concorrenza "da soli". A dirlo tra le righe è la stessa Vodafone. "Secondo noi è giusto bloccare il VoIP sulle offerte più economiche. Altrimenti gli utenti invece di spendere 10 euro di traffico dati e 10 euro di traffico voce, spenderebbero solo 10 euro di traffico dati, includendovi anche il VoIP".

L'attuale principe del VoIP, Skype, non ha fatto attendere la sua replica, anche alla luce dei nuovi piani tariffari appena lanciati da Vodafone(che più o meno sono analoghi a quelli di Tim e Wind). "Skype è fermamente convinta che dovrebbero essere gli utenti di Internet - e nessun altro - a scegliere cosa fare online". con queste parole Jean-Jacques Sahel, dirigente di Skype, ha commentato questo andamento delle aziende di telefonia che premerebbero per creare un mercato dell'Internet mobile a due velocità.

Da un lato si vorrebbe un'offerta standard e accessibilissima, sostanzialmente guidata dall'operatore e quasi per nulla aperta alle scelte libere dell'utente. Dall'altra un'offerta capace di assecondare anche gli utenti "più esigenti" ma ovviamente più costosa e forse anche più difficile da trovare.

In questo particolare mercato, ci sembra, che noi consumatori possiamo essere con il nostro comportamento collettivo molto più decisivi che in altri settori. In fondo le paure di Vodafone si fondano proprio su questo: la ancora troppo potenziale concorrenza di Internet nelle telecomunicazioni.

(se ne discutte soprattutto qui)
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giovedì 13 gennaio 2011

Quora: chiedere per sapere



Chi ha studiato latino al liceo si ricorderà di "quaero, chiedere per sapere"; diverso da "peto, chiedere per avere". Quora, il social network del momento - con o senza la volontarietà dei suoi padri, potrebbe prendere il proprio nome proprio da "quaero". Ma di cosa si tratta?
Non è Facebook. Non è Twitter. Riprende molto sia dal primo che dal secondo, e pure da Wikipedia, ma volendo fare una previsione, dovrebbe dare molto più fastidio a Twitter. Si possono mandare messaggi privati come sul sito in blu e registrarsi utilizzando il profilo Fb, importando così già i propri amici, immagine del profilo e "like" facebookiani. Ci si "porta avanti col lavoro" insomma.

E' il social network del momento. Da qualche giorno sta letteralmente facendo impazzire gli italiani più assidui frequentatori di novità della rete. Gli anglosassoni ci si stanno divertendo da qualche mese.
Quora è nata nel dicembre 2009, dalla collaborazione di due ex Facebook: Adam D' Angelo e
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