Visualizzazione post con etichetta Media. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Media. Mostra tutti i post
domenica 22 maggio 2011
"Generazione a Perdere". Che fare?
postato da
timoteocarpita
.
18:18
0
commenti
Sono malaticcio. Fuori piove, e tanto. Per fortuna stasera c'è una puntata molto interessante di Report, per imporre un che fare per i chiacchieratissimi giovani. Se la presentazione verrà "rispettata" dovrebbe spiegare perché una volta che "l'immaginazione andò al potere, chi fece il deputato, chi il ministro, diventarono registi, economisti, finanzieri, giornalisti e professori. Ce ne fu per quasi tutti, quasi, operai compresi. Comunque con uno stipendio, alto o basso, per arrivare alla fine del mese". | permalink
giovedì 19 maggio 2011
Da Current che chiude a Red Ronnie. Ma we can...
postato da
timoteocarpita
.
21:13
0
commenti
La notizia di oggi, che esula dalla campagna dei ballottaggi, è che Sky vuole chiudere Current.
Poi in serata si sparge la voce anche di una cazzata detta da Red Ronnie, ormai con un rosso tinto e risibile. Che questo sia uno sfigato io lo dico da quando non capivo perché in molti non lo preferivano a Holly e Benji come me
Ma il vento può cambiare, c'è sempre qualche status di fb che ti fa immaginare non banale dire che è possibile un "futuro migliore".
| permalink
venerdì 25 marzo 2011
Il periodico di Google
postato da
timoteocarpita
.
10:51
0
commenti
da The Week
Si chiama Think Quarterly ed è l'ultimo nato a Mountain View. E' a tutti gli effetti un magazine, trimestrale e online.
Big G spiega il perché è nato Think Quarterly affermando che c'era la necessità di organizzare e archiviare meglio i contenuti scambiati con i numerosi clienti, finora inviati attraverso tante newsletter, email, blog ufficiali, materiali stampati.
TQ è stato concepito e definito come "uno spazio per respirare in un mondo trafficato", che, neanche a dirlo, affronterà i temi della tecnologia e del business e gli intrecci che li legano. Matt Brittin, il capo di Google in Gran Bretagna, in una sorta di editoriale ha scritto: "In un mondo di cambiamenti molto veloci, abbiamo bisogno di tempo per riflettere. Think Quarterly è uno spazio di respiro in un mondo indaffarato. Uno spazio per riflettere su quello che sta succedendo".
La fresca prima uscita è composta da 68 pagine ed è dedicata alla gestione delle informazioni. E viene mostrato come TQ vorrà analizzare gli ultimi eventi che hanno visto protagonista la rete e come stanno cominciando ad avere ripercussioni sul business.
Il magazine è stato ideato e realizzato dall'agenzia di creativi The Church of London, e non a caso: la versione cartacea di Think Quarterly, almeno per ora, è rivolta ed arriva solo ai partner britannici di Google. Non è stato nascosto che si tratta di un'operazione di marketing.
Il corpo dei giornalisti è costituito da collaboratori "arruolati" e dai "soliti" freelance. La firma più nota sembra essere quella di Simon Rogers (caporedattore di Datablog sul Guardian).
Il sito colpisce subito per la sua struttura e allo stesso tempo fa ricordare che si tratta di "un prodotto" Google: quindi pagina molto "pulita" su sfondo bianco. In particolare, Think Quarterly è costruito con Flash e, inoltre, rende immediatamente l'idea della profondità dei suoi contenuti. Non è azzardato fare paragoni con BusinessWeek e/o con Salon. | permalink
martedì 21 dicembre 2010
IL PIU' PULITO NON C'HA LA ROGNA!
postato da
timoteocarpita
.
15:49
0
commenti
C'è un bisogno estremo di far emergere con precisione la natura di questi soggetti.
Ogni volta che fanno di tutto per creare il massimo della confusione, bisogna avere la pazienza e la lucidità di far rimettere a posto tutti i tasselli di un ragionamento.
A quel punto il loro principio del "tanto il più pulito c'ha la rogna" se lo disintegrano da soli.
| permalink
lunedì 22 novembre 2010
TUTTI FIRMANO SU SAVIANO
postato da
timoteocarpita
.
12:03
0
commenti
Per il terzo lunedi di fila milioni di italiani attendono le ore 21 di Raitre. Mi dispiace solo per Gad Lerner, sul serio.
Vieni via con me ha chiarito le idee sull'esistenza di due forze trasversali: chi ama (a pelle o per convenienza) e chi odia (come sopra) Saviano. Qui provo a dire anche altro. | permalink
domenica 14 novembre 2010
W la politica W il mercato
postato da
timoteocarpita
.
08:57
0
commenti
Da qualche giorno tutti credono nella fine dell'Italia berlusconiana, nemmeno immaginabile fino a poco tempo fa.
Alcuni(non le opposizioni) addirittura danno già prova di pensare seriamente a come uscire, individualmente, dal tunnel.
Noi cerchiamo di ragionare su cosa serve per avere un'Italia unita che funzioni da nord a sud.
http://www.thedailyweek.it/articolo/italian-week/w-la-politica-w-il-mercato | permalink
domenica 31 ottobre 2010
Coscienza generazionale
postato da
timoteocarpita
.
10:16
0
commenti
Ho provato a spiegare perché sono convinto che dobbiamo rompere certi schemi, prima di tutto televisivi, che si sono, però, installati anche nel reale quotidiano.
Alle ultime Invasioni barbariche ad un certo punto la Bignardi ha organizzato un campo dove far scontrare quattro giovani impegnati in politica, solo per mostrare che siamo come i vecchi, litigiosi, "caciaroni" e privi di progettualità concrete.
Sono convinto che non possiamo snobbare e basta, dobbiamo analizzare episodi come questo e acquisire sempre più una coscienza generazionale, quella che ci consente di riappropriarci di più presente possibile e del futuro che ci fanno diminuire "esponenzialmente". | permalink
giovedì 7 ottobre 2010
Il mostro non era Internet
postato da
timoteocarpita
.
20:12
0
commenti
Pure la vicenda tristissima e allarmante di Sarah Scazzi evidenzia quanto è deleteria la tv italiana. Diciamo ancora una volta che non se ne può più. Ma appare tutto sempre più cristallizzato nell'indecenza e nella non realtà.
Posto l'articolo di un amico che ha saputo comunicare, molto prima di me, questo disagio da tempo diventato insofferenza. Insofferenza verso quello "strumento" televisivo che non si fa scrupoli nemmeno davanti a una madre che scopre definitivamente la figlia ammazzata in casa. Inutile la retorica del difendere la presentatrice che si è trovata per caso "nei guai". La colpa "è del sistema", come talvolta si trova scritto sui muri da decenni? Almeno pare della televisione, della nostra società, altro che "solo di Internét".
IL WEB E LA MORTE DI SARA
di Marco Esposito per THE WEEK
Ho riflettuto molto prima di scrivere queste righe. Mi sono chiesto se, per rispetto di Sarah e della sua famiglia, non fosse più giusto rimandare questa riflessione ad un secondo momento. Ma ritengo che sia giusto mettere ora il dito in una piaga dell'informazione nostrana, di quella dei mainstream media in particolare.
| permalink
venerdì 17 settembre 2010
Giornali e Web VS USA
postato da
timoteocarpita
.
21:18
0
commenti
(da The Daily Week)
Fare paralleli tra la nostra Italia e un altro paese, magari gli Stati Uniti d’America, è da sempre gioco nazionale più o meno strumentalizzato all’occorrenza. Parlando di giornalismo online che si allaccia bene col tema della connessione in mobilità, si scopre che il giochino in questo caso viene semplice, senza forzature, ed evidenzia analogie e differenze interessanti.
La scorsa settimana Audiweb (il soggetto realizzatore e distributore dei dati sulle audience in Italia) ha pubblicato i dati relativi alla vita su Internet degli italiani: i siti con più visitatori unici e pagine viste nell’arco di Luglio 2010, i dati relativi ad aree geografiche, età e fasce orarie. Repubblica si mantiene “url” più digitato con più di un milione di lettori unici al mese. Gli altri quotidiani, invece, fanno fatica a rispondere alla crescente concorrenza lanciata dalle piattaforme di blog o realtà editoriali vere e proprie ma considerate non tradizionali perché non presenti in edicola. Il sito del Messaggero è appena sopra i 77mila, quello del Sole 24 Ore è sotto i 200mila, la Stampa.it sui 232mila; mentre Tuttomercatoweb.com supera i 240mila. In confronto vanno benissimo i siti di riviste e i network legati alla moda e che si occupano di gossip. Un esempio: Donna moderna supera i 117mila visitatori unici mentre Panorama si ferma sotto i 33mila (peraltro, se fa piacere o meno, doppiato dall’Espresso).
Appaiono ancora più deludenti i dati relativi a realtà nate sul web e che hanno deciso di raccontarlo più delle altre. Su tutte la situazione attuale de ilPost.it e di Wired.it. Il sito della rivista “più nerd ma popolare come fruizione” che c’è in edicola si ferma sotto i 5000 lettori unici al mese. Il caso de il Post, esperimento italiano del gioiello di Arianna Huffington, è stato già analizzato da Massimo Russo e altri “opinionisti del web” (altra competenza rispetto a quella dei più conosciuti di calcio e politica).
Sempre pochi giorni fa dagli Usa è giunta la notizia che proprio l’Huffington Post appena citato e la rete di blog Gawker Media ha sorpassato ogni altro sito di informazione tradizionale, tranne quello del New York Times. Dunque, qua ritroviamo le analogie e le differenze tra il nostro stivale e il paese a stelle e striscie. Il NYT banalmente può venire affiancato a Repubblica e forse non a caso proprio il giornale di Ezio Mauro fu il primo a puntare in Italia su una “redazione online” nel 1997. Subito dopo è facile aggiungere il collegamento con “gli altri giornali” che arrancano qui come in America.
La differenza, invece, sta nel notare che in America la rete boccia tutti i giornali online(ricordando sempre l’eccezione del NYT) a favore di nuove strutture e forme di comunicazione pur sempre generaliste e che si sostituiscono perfettamente nel rispondere alla richiesta di essere informati da parte dei lettori. In Italia non è proprio così. Ricordata l’analoga eccezione, stentano a prendere il volo reti di blog o di informazione totalmente e solamente presente in rete che siano in grado di spazzare via i media fondati nell’800. Gli italiani si vanno a leggere il sito sul calciomercato per avere le notizie in tempo reale, quello sull’ultimo gossip per lo stesso motivo, ma sempre perché spinti da un interesse particolare e ben circoscritto.
Se il direttore del NYT sembra aver deciso che in un futuro molto prossimo forse il suo storico giornale dovrà abbandonare la zavorra cartacea per poter competere con forza sul web, da noi al massimo si rifà il “restyling” ai siti. Di più non si può. Anche perché, e forse proprio questa è la differenza fondamentale che sta a monte e da cui dipende tutto il resto, nel bel paese ci sono intere zone collinari e montane, entroterra delle isole e del sud, completamente senza Internet, altro che possibilità di scegliere la fibra ottica.
Se poi cresce (ed è cresciuta notevolmente negli ultimi due anni) la navigazione attraverso dispositivo mobile, gli operatori, nessuno escluso (l’ultimo a cedere è stato proprio Tre nei giorni scorsi), sono costretti a rallentare la velocità di connessione agli utenti che consumano più banda. Perché? Perchè la banda è già satura e chi utilizza già 400-500 MB di traffico al giorno provoca problemi enormi agli altri utenti e dunque gli operatori hanno dovuto correre ai ripari. Quindi ci possiamo scordare, ad esempio, chiamate via Skype quanto ci pare se vogliamo spendere di più o solo via dispositivo mobile. Non si può. Noi ci chiediamo, a questo punto, chi è quel qualcuno che sta pensando a risolvere questo problema il prima possibile. C’è chi pensa a rendere possibile in Italia la connessione Wifi ovunque? Non la chiediamo mica gratis (anche se in America come nei paesi del nord Europa oltre ad esserci è anche gratis). Siamo disposti ancora a spendere di tasca nostra per il nostro paese. Dateci almeno questa possibilità.
| permalink
martedì 20 luglio 2010
I famosi lavori in corso
postato da
timoteocarpita
.
20:37
0
commenti
In autunno l'inaugurazione...insieme all'altra nuova casa, la domus corporis. Questa, invece, sarà la domus mentis (un pò di "latinorum" quando "ce vo' ce vo' ").
(ringraziamenti sentiti e doverosi alla prima laonda, quella del cannocchiale) | permalink
Iscriviti a:
Post (Atom)


