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martedì 17 gennaio 2012
"Ma si rende conto che è buio qua?"
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timoteocarpita
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13:39
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Non si finisce mai di stupirsi del nostro paese.
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venerdì 3 giugno 2011
REFERENDUM 2011: 3 Sì e 1 NO
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timoteocarpita
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14:59
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A distanza di qualche mese confermo la mia posizione assunta fin dall'inizio: i 3 Sì e 1 No. Rimarco quel " a distanza di qualche mese" per rivendicare con orgoglio "i vaffanculo" gratuiti che mi sono preso con pazienza e rifiutando tentazioni di vittimismo. Vaffanculo provenienti da "movimentisti" superficiali che ogni tanto hanno bisogno di dare sfogo alle loro voglie di "battaglie civili" (salvo poi ritornare nel loro limbo fino alla successiva smania di presenza pubblica). E vaffanculo provenienti anche dai cd dalemiani affamati di applausi e consenso facile (à la Grillo verrebbe da dire, con cui però, paradossalmente, non vogliono rompere il muro di gomma facendo il primo passo essendo loro e non Grillo "animali politici", sbagliando).
Per quanto riguarda la mia testa voterò 2 SI ideologici contro il Nucleare(scheda grigia) e contro "i profitti" del secondo quesito sull'acqua(scheda gialla).
Voterò NO al primo quesito sull'acqua(scheda rossa) perché votare Sì non ha proprio senso(basta leggere questo dossier de Lavoce.info).
Voterò SI contro il legittimo impedimento(scheda verde) perché la legge è uguale per tutti ma anche per un voto politico.
Per il Si ideologico contro il nucleare spero solo di non fare la fine, oltretutto meno famosa, di Chicco Testa: di cambiare idea fra 20-25 anni (mi rifugio dietro allo stesso diritto già concesso a Testa :-).
Riguardo ai quesiti sull'acqua voglio dire almeno 2 cose. La prima è che, comunque, è vero che dà fastidio che gente che fino a pochi anni o mesi fa nemmeno si "interessava" di questi temi o addirittura li avversava superficialmente(Di Pietro e certi "democratici") ora ne sia diventata il paladino. La seconda è che il Sì o il No ai due quesiti sull'acqua non hanno in concreto molto senso oltretutto perché non possono cambiare nulla dell'esistente (rinnovo l'invito a leggere La Voce). In discussione non c'è l'acqua come bene pubblico: è ovvio che io credo nell'acqua come bene pubblico. La realtà che permette di far uscire il bene pubblico acqua dal mio rubinetto è, invece, molto più complicata e necessita di miglioramenti che il pubblico, forse, non è in grado di garantire. Io credo che dovrebbe deciderli, il pubblico, e poi far in modo che si realizzino, con regole e controlli seri.
Anzi, dico anche una terza cosa riguardo ai 2 quesiti sull'acqua. Credo che la sinistra italiana deve sciogliere il suo pensiero sul rapporto tra pubblico e privato, una volta per tutte. Credo che sia molto tardi per farlo, ma evidentemente bisogna cominciare a maggior ragione. A questo proposito cito quanto su Facebook ha scritto il Sen. Giorgio Tonini (che tra l'altro mi pare di capire voterà 3 No e un solo Sì, Sì contro il legittimo impedimento, proprio come un mio caro amico).
E perché vedo un rischio di regressione culturale rispetto alla stagione del primo Ulivo, che aveva tra i suoi capisaldi la distinzione tra pubblico e statale: non tutto ciò che è pubblico deve per forza essere gestito da istituzioni pubbliche. Sulla base di regole certe, è possibile e anzi auspicabile, in nome del principio di sussidiarietà, che possano esserci servizi pubblici svolti da soggetti privati o privato-sociali.A dimostrazione che i democratici che non cambiano idea a seconda di come gira "la pancia del popolo" sono proprio quelli che vengono accusati ed etichettati come "individualisti" e "nemici del popolo" da gran parte, proprio, dell'attuale "maggioranza" del Partito Democratico, che, invece, preferisce evitare discussioni spinose con la base e fa finta di niente. Anzi, appunto, accusa di "tradimento" e invoca ridicole e dannose purghe per chi prova a costruire dibattito e confronto, utilissimo se non vitale, per il Partito, per dargli "un senso" per davvero. Insomma, mi riferisco a quegli -ani che si sono buttati sul Sì ai referendum sull'acqua mettendo il cappello sul lavoro dei comitati perché, sostanzialmente, affamati di applausi e consenso facile(di cui sopra, l'esatto opposto delle loro predicazioni). E a rimetterci può essere, come sempre, solo il Pd...
Ad ogni buon conto, superare il quorum è tanto difficile quanto, dopo l'esito delle amministrative 2011, è risultato fondamentale e un possibile "colpo di grazia politico" per Silvio Berlusconi. Prova ne è il tentennamento della Lega che non dice cosa sta facendo per i referendum, e lo stesso Berlusconi che ogni giorno ripete che qualunque sia l'affluenza alle urne referendarie non sarà un voto politico contro di lui.
L'obiettivo principe è quello di portare a votare più gente possibile e con le idee più chiare possibili in testa(qui bisogna plaudire all'ultima strategia dipietrista e democratica di dire che "chiunque può e deve salire sul palco").
Dunque, non perché lo dica il Terzo Polo, l'unica cosa sicura e affidabile è che dobbiamo andare a votare il 12 e il 13 Giugno, e per tutti e 4 i quesiti. Ognuno poi faccia le sue scelte tra ragione, "ideologia" e praticità. Ognuno trovi la combinazione che più lo aggrada, ma non è questo che farà la differenza. Né sul nostro immediato né sui libri di storia futuri. Spiace dirlo perché i referendum non dovrebbero avere questa valenza che, detto sottovoce, è prima di tutto politica.
AGGIORNAMENTO: E stasera pure Matteo Renzi si schiera per i 3 sì e 1 No. Lui dice votare Sì e No sui quesiti dell'acqua in modo opposto al mio, ma come ho detto e rimarco senza ipocrisia non è la combinazione ad essere fondamentale...il voto è politico (la campagna di mistificazione messa in piedi nelle ultime 48 ore dalla stampa di destra è emblematica)
Qui ho scritto un bel "Viva i referendum". Faccio una rassegna del festival delle dichiarazioni di voto dei partiti, ma più che altro ho a cuore le riflessioni direttiste riportate nell'articolo. | permalink
lunedì 9 maggio 2011
Scoville, il social network "piccante"
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timoteocarpita
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19:22
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per The Week
Diciamolo: Facebook serve soprattutto per il "cazzeggio", trovare/perdere consenso politico e rimorchiare: non necessariamente in quest'ordine. Anche se, indubbiamente, per gli oltre, ormai, 600 milioni di utenti potenzialmente è l'arma più potente che l'uomo ha oggi per combattere le asimmetrie informative.
Invece, queste brutte bestie, le asimmetrie informative, vengono combattute sempre più, innovando, soprattutto in altri luoghi, sempre del web. Dopo i forum nati ormai già dieci anni fa, che sopravvivono solo se rigorosamente settoriali, sono arrivati i social network che puntano sul geotagging, ad esempio Foursquare e Gowalla, e poi quelli con la mission dichiarata della conoscenza: Quora su tutti.
L'ultimo arrivato è Scoville. Ancora non ha neanche una pagina su Wikipedia. Sulla propria pagina Facebook ancora ha meno di 400 fans, su Twitter però ha già più di 2400 followers. Il nome dovrebbe derivare dal chimico statunitense che nel 1912 si inventò un test per la misurazione della piccantezza del peperoncino, da cui "La Scala di Scoville". Almeno questo lascia immaginare. Non sarà un caso che una volta iscritti il proprio profilo viene misurato in "unità di Scoville".
Come sempre noi arriviamo almeno leggermente dopo i paesi anglosassoni. Infatti da loro gli inviti ad iscriversi a Scoville sono partiti circa un mesetto fa. Da noi il "momento virale" di massima ondata dovrebbe arrivare entro la fine di maggio. A questo punto, dopo aver letto queste poche righe viene da da dire che "è tutto bellissimo ma a che serve? O almeno, in cosa
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mercoledì 9 febbraio 2011
Fraintendimenti fastidiosi
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timoteocarpita
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13:28
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Ho scoperto che gente che non è su fb si fa dire cosa scrivo, addirittura i commenti sparsi per altri profili e pagine, e se li ricorda spesso senza averli compresi.
La colpa è la mia che non mi faccio capire, ma basterebbe uscire allo scoperto, live o online che si preferisca.
UPDATE: amici senza le inferenze necessarie mi hanno fatto giungere come commento questo video.
Hanno ragione, ahahahah
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La colpa è la mia che non mi faccio capire, ma basterebbe uscire allo scoperto, live o online che si preferisca.
UPDATE: amici senza le inferenze necessarie mi hanno fatto giungere come commento questo video.
Hanno ragione, ahahahah
domenica 31 ottobre 2010
Coscienza generazionale
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timoteocarpita
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10:16
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Ho provato a spiegare perché sono convinto che dobbiamo rompere certi schemi, prima di tutto televisivi, che si sono, però, installati anche nel reale quotidiano.
Alle ultime Invasioni barbariche ad un certo punto la Bignardi ha organizzato un campo dove far scontrare quattro giovani impegnati in politica, solo per mostrare che siamo come i vecchi, litigiosi, "caciaroni" e privi di progettualità concrete.
Sono convinto che non possiamo snobbare e basta, dobbiamo analizzare episodi come questo e acquisire sempre più una coscienza generazionale, quella che ci consente di riappropriarci di più presente possibile e del futuro che ci fanno diminuire "esponenzialmente". | permalink
martedì 20 luglio 2010
I famosi lavori in corso
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timoteocarpita
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20:37
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In autunno l'inaugurazione...insieme all'altra nuova casa, la domus corporis. Questa, invece, sarà la domus mentis (un pò di "latinorum" quando "ce vo' ce vo' ").
(ringraziamenti sentiti e doverosi alla prima laonda, quella del cannocchiale) | permalink
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