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venerdì 29 giugno 2012

Le primarie, l'ex(?) candidato Vendola


(da The Week)

Io mi ricordo Nichi Vendola che si candidava per primo alle primarie del centrosinistra. All'epoca, 19 luglio 2010, erano primarie indefinite sia nel tempo che nello spazio, ma lui ci teneva ad essere il primo candidato, appunto.



Io mi ricordo NV che organizzava il raduno delle fabbriche di Nichi, sostanzialmente i suoi comitati elettorali sparsi per il territorio, che aprivano gruppi e pagine su fb, e facevano pure "opinione" e davano lavoro ai titolisti dei giornali.

Io mi ricordo NV che rilasciava interviste su interviste, rilanciando e ricordando a tutti che lui si candidava e sperava di non essere il solo. "Per sparigliare il centrosinistra". Insomma realizzare in Italia proprio quello che aveva realizzato in Puglia.

Ora, lo scorso 8 giugno, Pierluigi Bersani ha annunciato e ufficializzato che le primarie ci saranno, addirittura definendole "aperte". E non ha stabilito che saranno primarie di partito (come auspicava il suo sfidante in pectore Matteo Renzi), ma ha lasciato intendere che saranno di coalizione. Insomma un vero e proprio regalo per Vendola. Tutti abbiamo subito pensato: entro dieci secondi uscirà la dichiarazione del leader di Sel. E invece niente.

È dall'8 giugno che tutti attendono l'annuncio di Vendola che dice che lui si candida, che anche lui é un candidato in gioco. Invece, niente. Solo un po' di fumo, di "narrazione" senz'arrosto. Perché? Come mai non sta più forzando la mano di Bersani proprio ora, proprio adesso che è logico e legittimo?
Se ora non si candida più non si capirebbe davvero tutta la smania nel biennio appena passato. E soprattutto ci si chiederebbe perché, adesso, non reputi più politicamente necessario e/o conveniente "sparigliare". Che forse Bersani e il suo Pd siano diventati troppo "solidi" e non più scalabili? Oppure restano sempre molto scalabili ma risulta più conveniente accordarsi col segretario Pd in vista di elezioni politiche vere sempre più vicine? Oppure, qualcuno gli ha fatto notare che potrebbe levare tanti (troppi?) voti a Bersani, magari dando una mano a Matteo Renzi?

Ad ogni buon conto, gli aspetti curiosi della faccenda non finiscono qui e non riguardano solo Vendola.
Ad oggi, 28 giugno 2012, le primarie del centrosinistra risultano calendarizzate (seppur ancora senza data precisa), ma di fatto sono comunque molto più a rischio.
Infatti, se anche il governo Monti superasse il caldo di ferragosto (cosa per la quale da queste parti si prega anche di notte), il recente annuncio del patto tra "moderati" e "progressisti" sembra aver fatto saltare qualsiasi primaria. Si tratta della soluzione per permettere a tutto il gruppo dirigente di "salvarsi", tutti insieme appassionatamente, sostituendo all'inno "Berlusconi dimettiti" lo spauracchio delle "destre populiste".

A proposito, gli oramai famosi "giovani turchi", sono pronti a farsi piacere gli ex berlusconiani Fini e Casini? E del "patto di sindacato tante volte denunciato" e che ora si arrocca nel partito, cosa pensano?

Ci auguriamo che Nichi Vendola  stia solo limando al meglio l'intervista decisiva, l'ultima. L'intervista in cui annuncerà la sua candidatura all'interno di questa grandissima e magnifica coalizione che andrà dai già citati "reduci" Fini e Casini a lui medesimo. Uno "sparigliamento pazzesco". Come la corazzata Potemkin... | permalink

sabato 15 ottobre 2011

I giovani amministratori PD, i giovani democratici e i "rivoluzionari ad orologeria"


I "giovani" dirigenti e/o amministratori PD organizzano 3 eventi da qui a fine mese. Dobbiamo evitare divisioni, ma la prima differenza già viene fuori senza volerlo dal banale confronto dei 3 siti. Non si tratta di forma. Eccoli qua: www.impegniamoci.it (Civati-Serracchiani), www.leopolda2011.it ("quelli/e del Big Bang"), www.rifarelitalia.it (bersanian-dalemiani quarantenni).

Da questi bisogna distinguere almeno in parte i cosiddetti giovani democratici. Attualmente i GD(under30) appaiono organici ai bersanian-dalemiani quarantenni, e totalmente estranei alle altre due anime dei giovani amministratori democratici.

Intanto oggi nel mondo gli "Indignati" uniscono 952 città e 82 paesi. È evidente che bisogna ascoltare. Quello che non bisogna fare, invece, è farsi trascinare in piazza contro l'obiettivo italiano sbagliato(Draghi), per la idiota paura di restare insignificanti. Dio (e pure tu Marx) perdona i giovani democratici perché non sanno quello che fanno nè quello che dicono.

Una giovanile dovrebbe provvedere al coinvolgimento dei giovani, e non a farsi trascinare da gente che oltretutto da sempre fa la rivoluzione solo tra ottobre e novembre, perché poi ci sono gli esami e/o arriva Natale e poi pure la primavera. Tanti degli "indignati italiani" dalle prime interviste sarebbero proprio questi, i soliti "rivoluzionari a orologeria". | permalink

sabato 10 settembre 2011

Renzi e il gruppo di surfisti. "Un gruppo plurale"


Questo blog, per ovvie ragioni, si è innamorato particolarmente di una delle risposte che il sindaco di Firenze ha dato nel corso di un'intervista (pubblicata ieri sul Corriere Fiorentino). Si parla soprattutto dell'amministrazione di Firenze, e si indaga sul perché la Cgil e altre frange conservatrici della sinistra italiana contestano più lui che Tremonti o Berlusconi e questo governo. Il consiglio, dunque, è di leggere tutta questa lunga intervista. Ecco, invece, la risposta di cui sopra, in cui si chiarisce ancora una volta che la critica "dell'uomo solo" addossata a Renzi, per provare a togliergli terreno sotto i piedi, è falsa, oltre che banale.
Il nostro è un gruppo plurale, non è vero che sono un uomo solo come dicono i professionisti della critica. Venti anni di berlusconismo e le trasformazioni oggettive del processo di rappresentanza ci portano a pensare che un nome, piuttosto che un progetto, risolva tutto. Dalla Leopolda verrà fuori un progetto per il Paese, fatto di liberalizzazioni, di innovazione, di qualità, merito, talento. Questo progetto può piacere o meno e per incrociare l`onda del cambiamento ha bisogno di molte condizioni. Ma io non sono causa dell`ansia di cambiamento: sono un effetto, anche se mi prendo il coraggio di essere salito sul surf. Ma, come sanno i surfisti, è difficile che arrivi di nuovo l’onda perfetta.
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martedì 5 luglio 2011

Cazzate a orologeria, masochista


Berlusconi mette di nascosto il Salva-Fininvest, ma è costretto a ritirarlo, comincia ad avere paura. Fondata. Angelino Alfano, nuovo e primo segretario politico del partito di Berlusconi, vede subito morire la sua definizione di "partito degli onesti". Subito sperimentato, volente o nolente, tafazzismo anche a destra. Subito

E il Pd che fa? Riesce a far passare tutti questi problemi giganteschi della destra in secondo piano nelle discussione del proprio elettorato. E i media non c'entrano niente. Si fa tutto da soli. Caspiterina. Come? Si decide dopo ore di discussione pomeridiana di astenersi sull'abolizione delle province. L'ennesima cazzata a orologeria, masochista naturalmente: viene da commentare al bar come in salotti da pensiero profondo.

E l'hashtag per Twitter è #nuntereggaepiu. Soprattutto per i militanti e gli iscritti "volontari" del Partito democratico italiano.

Perché? A mio avviso, perché nel momento in cui l'avversario politico è ai minimi storici, non c'è peggior azione dell'astensione. Il Pd, dunque, ha fatto una cazzata. Anche perché Di Pietro, dopo le recenti scivolate, aveva bisogno di dimostrare di nuovo che il "migliore" è solo lui. Inoltre il Pd ha votato come e insieme a Pdl e Lega, facendo passare per "rivoluzionario" anche il cd terzo polo, oltre che Di Pietro. Dunque, qualsiasi motivazione più o meno contorta ("la norma non stabiliva nulla sul dopo") non può reggere. Non solo per una "ragion politica" (il governo sarebbe andato sotto e molto pericolosamente per Berlusconi).

E l'aspetto ancora più drammatico è che risulta difficilissimo rispondere a chi accusa le province di essere principalmente il parcheggio indispensabile per politici e assistenti politici "trombati".

Questo status di fb, e i commenti derivati, insomma la discussione che ne è nata, aiutano ancora meglio a capire, secondo me, la faccenda(la bacheca è quella di Stefano Menichini).

Qui, qui e qui altri commenti sempre su questa vicenda. Commenti che sottoscrivo, diciamo. Come quello del vicepresidente del Partito democratico.

AGGIORNAMENTO: Questi, invece, i commenti dei sindaci democratici. Che ringrazio, perché mantengono in vita una speranza di Pd reale con la loro tenacia e le loro amministrazioni ogni santo giorno. Spero, ancora, che il pensiero "organico" del Pd diventi quello di questi sindaci. Prima che iscritti e simpatizzanti "volontari" mandino tutti a quel paese indiscriminatamente e definitivamente.

"Considero grave e francamente inaccettabile il voto di astensione espresso dal Gruppo Pd alla Camera relativo alle Province. La complessità dei problemi non può giustificare la paralisi e la non decisione. Si rischia di apparire agli occhi dell’opinione pubblica una forza del conservatorismo vischioso, che esprime una permanente doppiezza. Un voto, quindi, sbagliato in relazione ai problemi della finanza pubblica che richiedono una riduzione drastica di funzioni istituzionali ripetitive ed inutili. Ma è sbagliato ancora di più in relazione alle esigenze di sviluppo e modernizzazione del Paese. La palude burocratica, la sovrapposizione di competenze, il groviglio politico-amministrativo sono le principali cause di blocco dei processi decisionali e degli investimenti alla base del ritardo dell’Italia sul piano della competitività internazionale. E’ assolutamente necessario, a mio parere, rilanciare su questo punto, e in tempi rapidi, un’iniziativa tempestiva e concludente per il superamento di livelli istituzionali di cui nessuno coglie più la funzione"
Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, sulla sua pagina Fb.

Io ho sempre espresso il mio parere favorevole alla abolizione delle Province. Il mio partito non mi ha certo consultato su come avrebbe dovuto votare sulla proposta di legge e io non ho certo cambiato idea dopo il voto del parlamento. Dunque continueró la mia battaglia per la abolizione delle Province.
Michele Emiliano, sindaco di Bari, sulla sua pagina Fb.

Stacco per una settimana di ferie con la mia famiglia. Rientro in pista giovedì 14 luglio. A chi mi chiede delle province dico che ieri il PD ha perso un'ottima occasione per dare un segnale al Paese. E mi dispiace molto. Io avevo proposto di abolire le province anche quando ero...presidente e non era tema di moda. Ma ieri avevamo da battere un rigore e non l'abbiamo neanche calciato!
Matteo Renzi, sindaco di Firenze, sulla sua pagina Fb | permalink

giovedì 19 maggio 2011

Da Current che chiude a Red Ronnie. Ma we can...


La notizia di oggi, che esula dalla campagna dei ballottaggi, è che Sky vuole chiudere Current.

Poi in serata si sparge la voce anche di una cazzata detta da Red Ronnie, ormai con un rosso tinto e risibile. Che questo sia uno sfigato io lo dico da quando non capivo perché in molti non lo preferivano a Holly e Benji come me 

Ma il vento può cambiare, c'è sempre qualche status di fb che ti fa immaginare non banale dire che è possibile un "futuro migliore".
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venerdì 29 aprile 2011

Roba da leggere


A destra nel boxino "Consiglinks" ci sono sempre articoli, video o quant'altro che archivio sul mio Delicious. Stasera, però, mi va di sottolineare le ultime cose che vi ho sistemato:
Naturalmente la mission di questo post era solo relativa ai primi tre links proposti. Gli altri fanno da utile cornice.

UPDATE: come anticipato è uscita l'ultima sgomitata di Veltroni, costruita con Claudio Cerasa (e meno male, c'è bisogno di tutti, rottamatori e rottamandi anche dopo le amministrative...)
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martedì 12 aprile 2011

Hanno rotto i gabbasisi


Secondo me Report dovrebbe fare almeno una puntata su Ugo Sposetti, sulla cazzata del "battiamo berlusconi solo se aumentiamo i finanziamenti ai partiti". Ci vuole rispetto per l'intelligenza e le condizioni materiali degli italiani.

Qui, qui e qui(dal minuto 20) altri che si sono incazzati come me. Soprattutto i primi due, perché a differenza del terzo hanno a cuore il Partito democratico italiano.

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domenica 3 aprile 2011

L'anomalia baby-boomers italiani


Facendo di tutta un'erba un fascio, come deve essere noto, si dicono corbellerie. (Ri)Faccio un altro discorso. Rivendico la mia, ormai vecchia, fissa per i baby-boomers. Quelli italiani.

Da noi soltanto Prodi si è ritirato. Le pare che una certa «vischiosità» riguardi soprattutto gli ex giovani del Pci?

«Non mi pare che sia un copyright made in Pci. Quel partito aveva delle regole e le faceva rispettare. Dopo due legislature andavi a casa. Semmai mi sembra la caratteristica di una generazione, quella di coloro che oggi hanno attorno a 60 anni e che hanno vissuto nel mito del proprio essere una generazione e nel mito di voler cambiare il mondo. Continuano a star lì nella presunzione di poterlo ancora cambiare, ma se non ce la fai in 10-15 anni, non ti puoi incatenare a un posto di responsabilità».

(qui tutta l'intervista di Fabio Martini a Matteo Renzi su la Stampa di oggi) | permalink

lunedì 14 marzo 2011

Punto. Andiamo a capo per favore


Le primarie di Assisi di ieri mi lasciano questo insegnamento, serafico più che mai. O, meglio ancora, mi rafforzano una convinzione personale. Che Walter ancora "c'ha ragione". E che Matteo Renzi ce n'ha ancora di più.

Ah, e che le canzoni di Vasco Rossi (e suppellettili simili) non servono proprio a niente, nemmeno a far sognare. Almeno in politica!
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martedì 11 gennaio 2011

E' cominciata la decade


Sarà comunque l'ultima disponibile. I miei sentori romantici cominciano ad essere nutriti da episodi. Uno è il seguente.

Marco Simoni per l'Unità di oggi ha scritto un articolo che in molti hanno letto (mandato anche al Post). E soprattutto ha fatto "rosicare" tanti, come si dice a Buckingham Palace.

Ne riporto 3 righe, ma per favore trovate il tempo di leggerlo tutto, pure tutti i commenti, nessuno escluso.
 
[...]la logica della politica italiana, in particolare nel centrosinistra, è quella di marginalizzare chi ha scelto di non far parte di clan consolidati, indipendentemente dal valore e dal merito delle idee e della politica che viene perseguita: i risultati di questo procedere, mi sembra, sono sotto gli occhi di tutti.[...]
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domenica 31 ottobre 2010

Coscienza generazionale


Ho provato a spiegare perché sono convinto che dobbiamo rompere certi schemi, prima di tutto televisivi, che si sono, però, installati anche nel reale quotidiano.

Alle ultime Invasioni barbariche ad un certo punto la Bignardi ha organizzato un campo dove far scontrare quattro giovani impegnati in politica, solo per mostrare che siamo come i vecchi, litigiosi, "caciaroni" e privi di progettualità concrete.

Sono convinto che non possiamo snobbare e basta, dobbiamo analizzare episodi come questo e acquisire sempre più una coscienza generazionale, quella che ci consente di riappropriarci di più presente possibile e del futuro che ci fanno diminuire "esponenzialmente". | permalink