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martedì 12 luglio 2011

Default, dicasi bancarotta


Ormai resta l'unica speranza per questo paese di togliersi dai piedi la sciagura avuta in dote dal '68, quella dei baby boomers italiani e corollari vari(gli effetti positivi del '68, infatti, non sono certamente questi).

Il bicchiere può dunque risultare mezzo pieno o addirittura pieno anche se sarà tutto da ricostruire questo stato.

E siamo, comunque, ancora qua a sognare un'Italia in cui non serva l'n-sima bancarotta per portare progressisti sani al governo, ma ci vadano da soli.

(NB: sì, è un ex dc bla bla bla, ma vorrei Follini al posto di Latorre anche in autunno-inverno. Tanto adesso sono entrambi nella stessa maggioranza dello stesso partito, nella quale, oltretutto, io non "mi ritrovo". Dunque si può dire?) | permalink

domenica 22 maggio 2011

"Generazione a Perdere". Che fare?


Sono malaticcio. Fuori piove, e tanto. Per fortuna stasera c'è una puntata molto interessante di Report, per imporre un che fare per i chiacchieratissimi giovani. Se la presentazione verrà "rispettata" dovrebbe spiegare perché una volta che "l'immaginazione andò al potere, chi fece il deputato, chi il ministro, diventarono registi, economisti, finanzieri, giornalisti e professori. Ce ne fu per quasi tutti, quasi, operai compresi. Comunque con uno stipendio, alto o basso, per arrivare alla fine del mese". | permalink

sabato 9 aprile 2011

Il nostro tempo è adesso - 9 aprile 2011


La fissazione continua: ancora ci sono troppi baby boomers dietro le quinte. Le cose non riusciranno mai come devono anche per questo. E dei risultati resta difficile avere pure speranza. Continuiamo a battere suolo italiano, però.

(qui la cronaca e i video della manifestazione di Roma, qui altre 4 righe da post-corteo che condivido in pieno) | permalink

domenica 3 aprile 2011

L'anomalia baby-boomers italiani


Facendo di tutta un'erba un fascio, come deve essere noto, si dicono corbellerie. (Ri)Faccio un altro discorso. Rivendico la mia, ormai vecchia, fissa per i baby-boomers. Quelli italiani.

Da noi soltanto Prodi si è ritirato. Le pare che una certa «vischiosità» riguardi soprattutto gli ex giovani del Pci?

«Non mi pare che sia un copyright made in Pci. Quel partito aveva delle regole e le faceva rispettare. Dopo due legislature andavi a casa. Semmai mi sembra la caratteristica di una generazione, quella di coloro che oggi hanno attorno a 60 anni e che hanno vissuto nel mito del proprio essere una generazione e nel mito di voler cambiare il mondo. Continuano a star lì nella presunzione di poterlo ancora cambiare, ma se non ce la fai in 10-15 anni, non ti puoi incatenare a un posto di responsabilità».

(qui tutta l'intervista di Fabio Martini a Matteo Renzi su la Stampa di oggi) | permalink