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mercoledì 20 luglio 2011

Walter. Che alleni


4 anni fa, mi ero candidato contro con chi se l'era sentita. Sto parlando delle primarie fondative del Pd.

Oggi, invece, mi sono liberato una serata appositamente per andare a sentirlo, a quella che è ormai ritornata ad essere la vecchia Festa dell'Unità (di Roma) dopo la parentesi "Democratic party", parentesi avuta proprio "sotto" di lui. (Così avrò onorato anche questo 2011, dopo esser andato almeno una volta anche all'Umbria Jazz sabato scorso).

Allora lui era sempre lui, ma sostenuto da tutta la cosiddetta nomenclatura. Tutta. Che alla fine, analisi semplicistiche a parte, ha fagocitato quello in cui lui dice ancora di credere. Il partito democratico italiano. Ora, in due parole, è in minoranza. E abbandonato da tanti, altri ci pensano 7 volte prima di farsi vedere in giro.

In fondo, andare ad offrire una presenza in più, vale la pena anche solo per un fatto semplicissimo. Perché alla fine ha senso scrivere Walter nel titolo e non dover essere costretti a scrivere Veltroni come è obbligatorio altrove. Tutto il resto è populismo da tifosi miopi, come ricordare di andare in Africa.

Tutto vero, ma sperando, sempre e comunque, che qualcuno, proprio come lui, cominci seriamente a fare solamente l'allenatore e lasci il ring (dentro e fuori il partito) ad altri. Forza, coraggio. Tutti hanno diritto ad una speranza. Pure i democratici dello stivale. E che nessuno mi chiami la neuro! | permalink

venerdì 29 aprile 2011

Roba da leggere


A destra nel boxino "Consiglinks" ci sono sempre articoli, video o quant'altro che archivio sul mio Delicious. Stasera, però, mi va di sottolineare le ultime cose che vi ho sistemato:
Naturalmente la mission di questo post era solo relativa ai primi tre links proposti. Gli altri fanno da utile cornice.

UPDATE: come anticipato è uscita l'ultima sgomitata di Veltroni, costruita con Claudio Cerasa (e meno male, c'è bisogno di tutti, rottamatori e rottamandi anche dopo le amministrative...)
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lunedì 14 marzo 2011

Punto. Andiamo a capo per favore


Le primarie di Assisi di ieri mi lasciano questo insegnamento, serafico più che mai. O, meglio ancora, mi rafforzano una convinzione personale. Che Walter ancora "c'ha ragione". E che Matteo Renzi ce n'ha ancora di più.

Ah, e che le canzoni di Vasco Rossi (e suppellettili simili) non servono proprio a niente, nemmeno a far sognare. Almeno in politica!
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sabato 5 febbraio 2011

La sinistra italiana nuoce gravemente alla salute. "Per fortuna" a pochissimi...



Primo. È lungo questo post. Molto lungo e noioso praticamente per chiunque.
Secondo. Non mi appassionano gli scritti di chi non si firma con nome e cognome sempre e comunque. A me piace evitare di rischiare di non essere riconosciuto.
Terzo. 'Sto giro, però, faccio una eccezione. Non riesco ad evitarla.
Quarto. Bisogna sempre stare ad ascoltare cosa hanno da dire i sassolini che escono dalle scarpe.
Quinto. Le vicende della sinistra italiana sono vissute a pieno(e a Roma) da meno di 50 persone e conosciute sì e no da un centinaio (al massimo "ammetto" un moltiplicatore di correzione compreso tra 1 e 2). Se in qualsiasi misura si ha a cuore la sinistra italiana sconsiglio di provare a calcolare quanti dei circa 60 milioni di italiani seguono con un qualche sentimento queste vicende.
Sesto. Io sono uno di questi pochissimi, malati di sinistra, malattia sostanzialmente inesistente nell'Italia non dirigenziale. Rivendico di farne parte di diritto visto che un sabato pomeriggio di una bella giornata invernale sto qui, molto probabilmente, a consumare inutilmente i miei polpastrelli.
Settimo. Se Berlusconi e la sua destra possono avere Ruby e similia, la sinistra che comanda(qualcosa nell'Italia berlusconian-leghista che però "se ne frega" di combattere per sconfiggerla) può avere i sassolini di cui al punto quarto...
Ottavo. Seleziono a mio piacere un pezzo per ogni puntata di un "racconto" appena pubblicato su The Front Page. Mai mi sarei immaginato di poter fare una cosa del genere con tanto "divertimento".
Nono. Rivendico con orgoglio, pure, l'aver dato un nome, a modo e per conto mio in tempi non sospetti, a quelli che in questo racconto edito da TFP vengono chiamati "barbudos". Io li chiamo da un po' "barbette atee ma devote e pettinate", non ho potuto farne a meno, mea culpa.
Decimo e ultimo. Metto le mani avanti: essere etichettato "veltroniano" non mi offende ma non mi descrive affatto bene, se posso permettermi. Inoltre, scelgo con qualche approssimazione questa immagine di Tom Cruise, visto che la barbetta non è poi così troppo "pettinata"(e oltretutto troppo belloccio rispetto al dovuto).




I dalemiani non esistono (prima punt
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domenica 30 gennaio 2011

"L'ingottino" solo a mezzo stampa


Ho capito. Oggi, a distanza di una settimana, c'è stato "l'ingotto" di D'Alema(attraverso Giannini-Annunziata)
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martedì 25 gennaio 2011

Metterci il cuore


A causa di "impicci" che entro il mese prossimo mi toglierò finalmente, scrivo solo adesso alcune cose che avevo in mente da giorni, e rimando alla prossima puntata fra qualche settimana.

Il ritorno di Walter, Walter se l'è giocato al meglio che poteva: di più tra ospitate a Lingotto2 ancora caldo e interviste (di Walter e di veltroniani strettissimi) non poteva umanamente fare.

Certo, sono sempre passati 3 anni. Scalfari e Maltese se ne fottono di riconoscere questo particolare, aizzando ancora di più l'odio che nel pd c'è per Repubblica, e soprattutto per la Repubblica che ricomincia a incensare Walter.

Io, però, penserei a quei militanti, che coi baffi oppure con "l'americanismo", ci mettono il cuore prima di ogni controffensiva obbligata al vetriolo (o ritorno commerciale oggettivamente sempre possibile)

Mentre il paese va a puttane, sarebbe il caso di fare finalmente 'sto partito. Poi si penserà addirittura a fare, finalmente, anche l'Italia.

p.s.
la parola "Walter" e la parola "finalmente" sono state volutamente ripetute assai
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