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martedì 25 gennaio 2011

Metterci il cuore


A causa di "impicci" che entro il mese prossimo mi toglierò finalmente, scrivo solo adesso alcune cose che avevo in mente da giorni, e rimando alla prossima puntata fra qualche settimana.

Il ritorno di Walter, Walter se l'è giocato al meglio che poteva: di più tra ospitate a Lingotto2 ancora caldo e interviste (di Walter e di veltroniani strettissimi) non poteva umanamente fare.

Certo, sono sempre passati 3 anni. Scalfari e Maltese se ne fottono di riconoscere questo particolare, aizzando ancora di più l'odio che nel pd c'è per Repubblica, e soprattutto per la Repubblica che ricomincia a incensare Walter.

Io, però, penserei a quei militanti, che coi baffi oppure con "l'americanismo", ci mettono il cuore prima di ogni controffensiva obbligata al vetriolo (o ritorno commerciale oggettivamente sempre possibile)

Mentre il paese va a puttane, sarebbe il caso di fare finalmente 'sto partito. Poi si penserà addirittura a fare, finalmente, anche l'Italia.

p.s.
la parola "Walter" e la parola "finalmente" sono state volutamente ripetute assai
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giovedì 7 ottobre 2010

Se i baffi se li taglia Occhetto...se li taglia Occhetto



Come si immagina potrebbe dire un Paolo Bitta informato dei fatti, "se i baffi se li taglia Occhetto...se li taglia Occhetto".
Per motivi di studio arrivo con un giorno di ritardo. Ecco l'intervista di Curzio Maltese ad Achille Occhetto, direttamente dalla tanto amata Repubblica da alcuni, tantissimo odiata da altri, letta da altri ancora, ignorata dagli astanti.

"VENT'ANNI FA UNA SVOLTA INUTILE. SIAMO ANCORA AGGRAPPATI AL MURO"
Vent´anni dopo nella sinistra italiana non è come nei romanzi, non è cambiato quasi nulla. «La svolta dell´89, la fine del Pci nel ‘91, dovevano essere l´inizio di una storia nuova della sinistra italiana che poi non si è realizzata. Meglio, è stata impedita con ogni mezzo dalla nomenclatura». L´analisi di Achille Occhetto, l´ultimo segretario del Pci, è spietata. «Esasperata, direi. E´ esasperante una sinistra che impiega quattordici anni per tornare all´Ulivo, ucciso nella culla nel ‘96 per una manovra di palazzo. È come se il coraggio si fosse esaurito tutto alla Bolognina. Ma forse è vero che già allora, nel modo in cui i dirigenti affrontarono il dibattito, erano affiorati antichi vizi, un certo opportunismo»
Non sarà per caso pentito della svolta?


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domenica 5 settembre 2010

Perché a credere nel Partito democratico (italiano) non restino solo i pazzi


Riporto l'articolo di Curzio Maltese pubblicato sull'ultimo Venerdì di Repubblica. Purtroppo, è tutto vero, analizzato e comunicato in maniera lineare. Toglie la possibilità di continuare a dirsi "ma dai, non è vero".

Mi fanno ridere di amarezza quanti avranno commentato per l'ennesima volta utilizzando l'espressione il solito attacco di "Repubblica - Gruppo Espresso", ecco quello che fanno credere. Le intenzioni del partito-azienda di De Benedetti-Scalfari in questo caso, a mio avviso, non hanno alcuna importanza perché la verità che mostra Maltese è appunto verità. In altre parole, del processo alle intenzioni degli "azionisti di Repubblica" non c'è proprio la possibilità di occuparsene, c'è quanto segue che deve occupare menti, sforzi e coraggio prima di ogni altra questione.


 Il Pd, che vive aspettando Harry Potter (3 settembre 2010)
Ma che cosa vuole tutta questa gente dal povero Pierluigi Bersani? Che cosa sperano i (troppi) candidati dell'ultima ora alla guida del centrosinistra? Pensano davvero che il gruppo dirigente del Pd si suicidi, dopo tanta fatica per riprendersi il partito, lasciando un biglietto in cui indica Vendola o Zingaretti come eredi?
Non hanno

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