Visualizzazione post con etichetta Se un democratico partito. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Se un democratico partito. Mostra tutti i post

mercoledì 20 luglio 2011

Walter. Che alleni


4 anni fa, mi ero candidato contro con chi se l'era sentita. Sto parlando delle primarie fondative del Pd.

Oggi, invece, mi sono liberato una serata appositamente per andare a sentirlo, a quella che è ormai ritornata ad essere la vecchia Festa dell'Unità (di Roma) dopo la parentesi "Democratic party", parentesi avuta proprio "sotto" di lui. (Così avrò onorato anche questo 2011, dopo esser andato almeno una volta anche all'Umbria Jazz sabato scorso).

Allora lui era sempre lui, ma sostenuto da tutta la cosiddetta nomenclatura. Tutta. Che alla fine, analisi semplicistiche a parte, ha fagocitato quello in cui lui dice ancora di credere. Il partito democratico italiano. Ora, in due parole, è in minoranza. E abbandonato da tanti, altri ci pensano 7 volte prima di farsi vedere in giro.

In fondo, andare ad offrire una presenza in più, vale la pena anche solo per un fatto semplicissimo. Perché alla fine ha senso scrivere Walter nel titolo e non dover essere costretti a scrivere Veltroni come è obbligatorio altrove. Tutto il resto è populismo da tifosi miopi, come ricordare di andare in Africa.

Tutto vero, ma sperando, sempre e comunque, che qualcuno, proprio come lui, cominci seriamente a fare solamente l'allenatore e lasci il ring (dentro e fuori il partito) ad altri. Forza, coraggio. Tutti hanno diritto ad una speranza. Pure i democratici dello stivale. E che nessuno mi chiami la neuro! | permalink

lunedì 30 maggio 2011

Centro-trattino-sinistra: "fora dai ball"


Non ho tempo per riuscire a "scrivere" e illustrare per bene il nervosismo che ho in corpo provocatomi dalle dichiarazioni degli ultimi giorni dei grandi strateghi del centro-sinistra. Compresi quelli riesumati dalla lotta al nucleare e dagli exploit genuini ma personali di Pisapia e De Magistris (a proposito, ancora stiamo zitti in merito ma il vento sembra davvero cambiato...)

Almeno un cinguettio da 140 caratteri, però, dovevo farlo. Stavo scoppiando.

"liberismo" e "individualismo". (#litanie) da uccidere secondo alcuni -ani nel #pd. Allora perché #dalema allo stesso tempo vuole #Casini?:/

In breve: fora dai ball. Continuo, ovviamente, a non condividere "la linea". Ma l'incazzatura non deriva da questo, ci mancherebbe. Il fatto è che, ormai, tale linea non ha proprio senso, si contraddice se confrontata con i propri "corollari". O addirittura si smentisce da sola. Basta 'orco boia!

Per tutto il resto, rimando totalmente alle parole scritte oggi da Pippo Civati: le condivido tutte. Ad oggi il Partito democratico non esiste (ancora, io continuo a asperarci). Al massimo esiste il Pds che solo Mussi lottò per mantenere tale nel 2007(ultimo congresso Ds). Gli altri votarono per fare il Partito democratico. Poi delle due l'una: o hanno cambiato idea e hanno voluto tornare indietro. Oppure erano e sono degli ipocriti.

A mio avviso, Arturo Parisi continua ad avere ragione. E continua, purtroppo, a non avere tessere. Queste continuano ad averle altri. Così è.

AGGIORNAMENTO: Come ci si aspettava dopo il primo turno, il centrosinistra ha vinto le amministrative 2011 dopo ballottaggi che hanno schiacciato il centrodestra. I vincitori indiscussi sono le leadership di Pisapia, De Magistris e Zedda (e non i loro partiti, Sel e Idv, nè il Pd, purtroppo, anche se tutti non hanno perso).

I due democratici che seguono hanno affidato a Facebook una analisi chiara e semplice che abbraccio con tutto me stesso, anzi mi ci aggrappo con veemenza.

Michele Emiliano. Sento in televisione vecchi politici che stanno tentando di appropriarsi di una vittoria che non è loro. Non hanno vinto i partiti, ma coloro che come De Magistris, Zedda, Cosolini, Pisapia hanno ricevuto i voti di coloro che, senza più alcuna distinzione ideologica, non ne possono più d'essere umiliati da vecchi arnesi del passato.


Matteo Renzi. Le elezioni 2011 dimostrano che l'era dei partiti che designano candidati a tavolino o costruiscono coalizioni romane è finita! Oggi vincono storie credibili e persone che suscitano speranza. La morale? Il centrosx non rincorra Fini e Bocchino e non rinunci mai alle primarie. E non inseguiamo Berlusconi, ma parliamo di noi, dei nostri sogni, del nostro futuro... | permalink

lunedì 9 maggio 2011

33 anni dopo


‎33 anni fa le brigate rosse uccidevano Aldo Moro. Ricordiamolo al netto delle cazzate che si sentono oggi. Grazie di tutto Presidente e "scusaci"(cit.).



Sempre 33 anni fa, ma a Cinisi, veniva ammazzato Giuseppe Impastato. Grazie di tutto Peppino e "scusaci" pure te

| permalink

sabato 5 febbraio 2011

La sinistra italiana nuoce gravemente alla salute. "Per fortuna" a pochissimi...



Primo. È lungo questo post. Molto lungo e noioso praticamente per chiunque.
Secondo. Non mi appassionano gli scritti di chi non si firma con nome e cognome sempre e comunque. A me piace evitare di rischiare di non essere riconosciuto.
Terzo. 'Sto giro, però, faccio una eccezione. Non riesco ad evitarla.
Quarto. Bisogna sempre stare ad ascoltare cosa hanno da dire i sassolini che escono dalle scarpe.
Quinto. Le vicende della sinistra italiana sono vissute a pieno(e a Roma) da meno di 50 persone e conosciute sì e no da un centinaio (al massimo "ammetto" un moltiplicatore di correzione compreso tra 1 e 2). Se in qualsiasi misura si ha a cuore la sinistra italiana sconsiglio di provare a calcolare quanti dei circa 60 milioni di italiani seguono con un qualche sentimento queste vicende.
Sesto. Io sono uno di questi pochissimi, malati di sinistra, malattia sostanzialmente inesistente nell'Italia non dirigenziale. Rivendico di farne parte di diritto visto che un sabato pomeriggio di una bella giornata invernale sto qui, molto probabilmente, a consumare inutilmente i miei polpastrelli.
Settimo. Se Berlusconi e la sua destra possono avere Ruby e similia, la sinistra che comanda(qualcosa nell'Italia berlusconian-leghista che però "se ne frega" di combattere per sconfiggerla) può avere i sassolini di cui al punto quarto...
Ottavo. Seleziono a mio piacere un pezzo per ogni puntata di un "racconto" appena pubblicato su The Front Page. Mai mi sarei immaginato di poter fare una cosa del genere con tanto "divertimento".
Nono. Rivendico con orgoglio, pure, l'aver dato un nome, a modo e per conto mio in tempi non sospetti, a quelli che in questo racconto edito da TFP vengono chiamati "barbudos". Io li chiamo da un po' "barbette atee ma devote e pettinate", non ho potuto farne a meno, mea culpa.
Decimo e ultimo. Metto le mani avanti: essere etichettato "veltroniano" non mi offende ma non mi descrive affatto bene, se posso permettermi. Inoltre, scelgo con qualche approssimazione questa immagine di Tom Cruise, visto che la barbetta non è poi così troppo "pettinata"(e oltretutto troppo belloccio rispetto al dovuto).




I dalemiani non esistono (prima punt
| permalink

martedì 11 gennaio 2011

E' cominciata la decade


Sarà comunque l'ultima disponibile. I miei sentori romantici cominciano ad essere nutriti da episodi. Uno è il seguente.

Marco Simoni per l'Unità di oggi ha scritto un articolo che in molti hanno letto (mandato anche al Post). E soprattutto ha fatto "rosicare" tanti, come si dice a Buckingham Palace.

Ne riporto 3 righe, ma per favore trovate il tempo di leggerlo tutto, pure tutti i commenti, nessuno escluso.
 
[...]la logica della politica italiana, in particolare nel centrosinistra, è quella di marginalizzare chi ha scelto di non far parte di clan consolidati, indipendentemente dal valore e dal merito delle idee e della politica che viene perseguita: i risultati di questo procedere, mi sembra, sono sotto gli occhi di tutti.[...]
| permalink

giovedì 7 ottobre 2010

Se i baffi se li taglia Occhetto...se li taglia Occhetto



Come si immagina potrebbe dire un Paolo Bitta informato dei fatti, "se i baffi se li taglia Occhetto...se li taglia Occhetto".
Per motivi di studio arrivo con un giorno di ritardo. Ecco l'intervista di Curzio Maltese ad Achille Occhetto, direttamente dalla tanto amata Repubblica da alcuni, tantissimo odiata da altri, letta da altri ancora, ignorata dagli astanti.

"VENT'ANNI FA UNA SVOLTA INUTILE. SIAMO ANCORA AGGRAPPATI AL MURO"
Vent´anni dopo nella sinistra italiana non è come nei romanzi, non è cambiato quasi nulla. «La svolta dell´89, la fine del Pci nel ‘91, dovevano essere l´inizio di una storia nuova della sinistra italiana che poi non si è realizzata. Meglio, è stata impedita con ogni mezzo dalla nomenclatura». L´analisi di Achille Occhetto, l´ultimo segretario del Pci, è spietata. «Esasperata, direi. E´ esasperante una sinistra che impiega quattordici anni per tornare all´Ulivo, ucciso nella culla nel ‘96 per una manovra di palazzo. È come se il coraggio si fosse esaurito tutto alla Bolognina. Ma forse è vero che già allora, nel modo in cui i dirigenti affrontarono il dibattito, erano affiorati antichi vizi, un certo opportunismo»
Non sarà per caso pentito della svolta?


| permalink