lunedì 27 luglio 2015

Costruire la propria casa


Laonda ha trovato definitivamente il suo posto: eccolo qui.

D'ora in avanti scriverò solo sul sito che sto piano piano costruendo con l'aiuto di un amico del mestiere, all'interno del quale c'è la sezione aggiornata del blog. Il giro di piattaforme, dal Cannocchiale al Blogspot, finisce qui.

Senza tante smancerie e lacrime risibili, chiudo sottolineando che per caso, ma non a caso, mi trovo a costruire la mia casa virtuale proprio mentre ho cominciato a metter su quella reale.

Ci vediamo di là. | permalink

giovedì 23 luglio 2015

Sulle tasse sarà facile per Renzi fare meglio di Berlusconi


“Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”. Erano i tempi in cui nei talk show per “appassionati” di politica trovavi sempre Bocchino e Bonaiuti, per citarne due. I temi all’ordine del giorno erano processi e frequentazioni varie del premier di allora. Al Governo c’erano Berlusconi e Tremonti e sembravano inamovibili. Al solo pensarci rabbrividisco, rispetto alla profondità e la rilevanza dei temi che da mesi sono stati imposti all’agenda del paese. Sembrano passati decenni, ma parliamo di non più di quattro anni fa. Dopo venti anni di annunci persisteva ancora il mantra delle tasse, di non aumentarle o addirittura di abbassarle.

 Dunque, quando in un discorso di mezza estate del 2015 il premier di ora ha annunciato in pompa magna la sua “rivoluzione copernicana” del fisco, il pensiero associativo continua su l'Unita.tv | permalink

venerdì 17 luglio 2015

La sinistra e l'Europa


Abbiamo visto tutti le file ai bancomat greci. Le hanno viste anche gli elettori di Grillo, Salvini e quelli che sono andati ad Atene in nome della difesa della “democrazia”. Che cosa resterà di loro? C’è chi malignamente li deride descrivendoli già divisi tra Tsiprioti e Varoufakiani, leader della neonata corrente intransigente che rimprovera al suo ex capo (di governo) di essersi arreso all’Europa delle banche e dei tecnocrati.

 A mio avviso, invece, tutti coloro che, continua su l'Unità.tv | permalink

mercoledì 15 luglio 2015

Piscina, lavori in alto mare




Articolo pubblicato su Il Giornale dell'Umbria di oggi.

Una riassunto doveroso sulle condizioni di una gran bella piscina abbandonata.

Non solo economicamente, chi pagherà?

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lunedì 13 luglio 2015

Riforme strutturali, se la via italiana farà scuola


Lo scoppio definitivo della crisi greca sembra aver concentrato l’attenzione sul tema politico della democrazia, in particolare nella nostra Europa, facendo dimenticare di tenere a mente e ben legato quello che forse è il tema economico centrale della fase storica che stiamo vivendo.

Durante questi anni di crisi, ci avviciniamo senza nemmeno accorgercene alla decima candelina, è emerso con forza il nodo delle riforme strutturali, che ha favorito lo sviluppo di un vitale, prima ancora che interessante, dibattito sul perché o meno si possano portare avanti grandi ristrutturazioni di un Paese durante una congiuntura per nulla favorevole. In molti, infatti, continua su Giornalettismo | permalink

lunedì 6 luglio 2015

Classe dirigente? Meglio un Renzi più attivo - per Unita.tv


Né renziani della prima ora, né acquisiti: serve un segretario più impegnato sul Pd. Per il ritorno dell'Unità ho voluto dare anche io il mio contributo, nel giorno del mio compleanno.

La critica più sensata mossa a Renzi mi pare quella sulla mancanza di classe dirigente. A mio avviso il problema non sta nella discrasia tra Renzi 1 e Renzi 2 e, addirittura, nemmeno nella doppia veste di Renzi, presidente del consiglio e segretario del principale partito di sinistra e del paese. Ma bisogna partire da una distinzione banale. L’insieme delle persone che formano il Renzi I è frutto, come si dice dalle mie parti, di “quello che passa il convento”. Altra storia, invece, è il partito. Forse il premier, dopo l’ubriacatura del 40,8%, si è cullato sugli allori delegando troppo e si è concentrato h24 sul governo, frutto di quello che passava il convento-parlamento eletto nel 2013. Continua su Unita.tv | permalink

martedì 2 giugno 2015

Viva l'Italia sempre


Quest'anno, per celebrare la nostra giovane Repubblica, merita segnalare questo doodle di Google.


Comunque l'emozione che scatena questa bandiera è sempre nuova e gigante. Auguri a tutti noi italiani!







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lunedì 1 giugno 2015

Regionali 2015, analisi del voto assisano


Ad Assisi sono andati a votare 12.907 cittadini, il 57,5% dell’elettorato (6539 uomini e 6368 donne), mentre nel 2010 l’affluenza era stata del 63,72%. Nella città serafica ha vinto il sindaco Claudio Ricci con il 52,5%, contro il 31,9% di Catiuscia Marini che è stata riconfermata governatrice dell’Umbria. Il Movimento 5 Stelle di Andrea Liberati è arrivato terzo con il 13%. Cinque anni fa la Marini aveva ottenuto il 44,5% dei consensi e l’allora sfidante di centrodestra, Fiammetta Modena, il 46,5%.

Una prima analisi di questo voto amministrativo che esce da Assisi consente di mettere in fila qualche considerazione. Il partito più votato è il Pd con il 26,1%, segue la Lega Nord con il 16,4% e quindi il M5S con il 13,5%. Attaccata di una manciata di voti, la lista che è arrivata quarta è civica, quella di Ricci Presidente con il 13,3%. Forza Italia arriva al 6,1%, segue Fratelli d’Italia al 5,3%, dietro all’altra civica Cambiare in Umbria (5,8%) e, infine, il movimento fondato da Ricci, Umbria Popolare(4,9%). La coalizione di centrosinistra, invece, in aggiunta al Pd ha potuto contare sul 3% del Partito Socialista, sul 2% di Umbria più Uguale e sull’1% di Lista Civica e Popolare. Rispetto alle elezioni europee di un anno fa il Pd passa da 5632 voti (45,4%) a 2913, la Lega aumenta in maniera esponenziale da 324 voti (2,6%) a 1826, il M5S perde circa 1000 voti, Forza Italia passa da 2083(16,8%) a 677.

Anche se è meno indicativo, dato il notevole cambiamento del quadro politico, il confronto col voto amministrativo del 2010 segnala che il Pd perde quasi 3 punti percentuali, mentre il fu Pdl con la Lega e l’Udc (che si presentava da solo) insieme avevano ottenuto circa il 54% dei consensi, che ora Ricci mantiene quasi completamente. Veniamo alla contesa delle preferenze per un posto in Consiglio regionale. Primo classificato è l’assisano Stefano Pastorelli (Lega Nord) con 797 preferenze, segue l’angelana Patrizia Buini (Ricci Presidente) con 429 suffragi. Per il centrosinistra le più votate sono la bastiola Ramona Furiani (Pd) con 300 voti e la cannarese Donatella Porzi (Pd) con 284 preferenze, unica ad essere eletta tra i citati.

Tornando alla partita principale dei candidati presidenti, Ricci vince in tutti le sezioni del Comune di Assisi tranne che in quella di Sterpeto, dove finisce 44% a 40% in favore della presidente uscente. Ricci stravince a Torchiagina (65,5% contro 26,2%), mentre i dati aggregati (in percentuale) per frazione sono i seguenti: Assisi 49,9 a 34,7; Santa Maria degli Angeli 53,8 a 27,6; Petrignano 49 a 38,1; Rivotorto 49,6 a 35,6; Palazzo 53,1 a 31; Capodacqua 56,2 a 31,5; Tordandrea 58,9 a 26,5; Castelnuovo 54,7 a 29,2; San Vitale 50,8 a 35,2; area montana 57,55 a 23,1.

Ci vediamo alle, finalmente, prossime elezioni comunali di primavera 2016. Sarà un piacere. | permalink

giovedì 14 maggio 2015

Umanizzarsi e cristianizzarsi


Ogni tanto torno a scrivere sul blog, come facevo quasi 10 anni fa, pensieri che tanto sui social nati dopo, come Facebook e Twitter, non verrebbero compresi a pieno. Sono quelli che definirei pensieri da blog, o comunque quei pensieri che una volta sul blog scrivevo quasi quotidianamente e che, adesso, con la frenesia imposta da Fb e Twitter, paradossalmente ho ridotto pressoché a zero.

Oggi ho cominciato ad ascoltare vecchie registrazioni di Enzo Bianchi: per strada, al posto di ascoltare la "solita musica". Credo che lo farò a lungo in questo percorso che mi porterà all'estate 2015. Sono mesi di chiusura e apertura fondamentali per la mia vita.

E mi ha colpito una frase: "Se si inizia a non vivere come si pensa, poco a poco si finisce per pensare come si vive".

Mi sento di fare tante cose, rimesse in ordine proprio in questo ultimo periodo, ma avevo messo in secondo piano e quasi dimenticato che tutto quello che faccio lo dovrei fare in piena consapevolezza, con ordine e giusta misura 24 ore al giorno.

Non solo comportarsi umanamente ma anche cristianamente. | permalink

mercoledì 13 maggio 2015

Ciao Sor Chiarelsa


Una chiesa stracolma. Almeno tre generazioni di angelani si sono raccolti nella Basilica Papale nel primo pomeriggio di ieri. C’era tutta Santa Maria degli Angeli a salutare la carissima Suor Chiara Elsa (“Sor Chiarelza”), conosciutissima religiosa che ha donato tutta la sua vita alla crescita e alla formazione dei bambini, in particolar modo presso “l’asilo delle Suore Francescane Missionarie di Gesù Bambino”, di cui è stata per decenni una delle colonne portanti. Un nugolo di bambini ha lasciato andare in alto palloncini, come segno d’affetto verso la suora nata in Abruzzo nel 1934, arrivata a Santa Maria nel 1953 e, dopo esser passata per diverse case dell’Istituto, dal 1964 risorsa inesauribile della scuola materna fino a pochi giorni fa. Una donna estremamente sensibile, generosa, operosa e al servizio dell’infanzia angelana per più di cinquant’anni e impegnata in parrocchia nella catechesi della iniziazione cristiana. Anche io ho avuto la grazia di conoscerla fin da bambino di asilo. Ricordo benissimo quando pranzavo per due volte, con gli altri bambini e poi con lei, che pranzava per ultima, perché mi metteva in punizione e ogni volta mi insegnava a sbucciare le mele e le pere, che mi piaceva mangiare con lei.

Riposa in pace Sor Chiarelza. | permalink

sabato 25 aprile 2015

25 aprile 1945-2015


Ogni 25 aprile mi sale forte il ricordo e l'emozione per i tanti racconti di mio nonno Armando, che alla fine di quell'aprile del 1945 da poco era riuscito a tornare in Italia e riabbracciare sua madre e tutti i cari, familiari e amici.
Quest'anno, nel 70esimo anniversario della Festa della Liberazione, vorrei ricordare anche io perché la via centrale del mio paese è dedicata a Giovanni Becchetti. Nell'agosto del 1944, il primo sindaco di Assisi liberata, Romano Fabbri, e la sua giunta vollero ricordare(per sempre) che Giovanni Becchetti, nel giugno del 1922, era stato ammazzato da fascisti.
Non finiremo mai di ringraziare tutti coloro che in quegli anni difficilissimi hanno testimoniato e poi contribuito a liberare l'Italia, a partire da quelli che hanno perso la propria vita.

Il minimo resta sempre ricordare.
Viva l'Italia
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sabato 11 aprile 2015

The Euro Crisis and the Unavoidable Challenge. A Political Compact as the Main Economic Solution


Nel mio ultimo paper mi sono concentrato su questioni europee, che ho voluto affrontare con un approccio combinato, economico e socio-politico.

Riprendendo James Madison e Tommaso Padoa Schioppa, l'Unione Europea potrebbe vincere la sfida che non può più rimandare: capire cosa vuole fare da grande e come. La crisi, o megio le crisi degli ultimi 7 anni hanno riportato in auge la stretta connessione che esiste tra economia e politica. Non la connessione banale del malaffare raccontata dai media, ma quella più profonda e complessa dovuta alla natura affascinante di scienze sociali.

Di seguito abstract e introduzione, qui è possibile scaricare il paper completo.

Abstract
The aim of this work is to explain the Euro crisis either from an economic or from a political approach. The will is to underline what emerged during the several crises that affected the European Union and in particular the Eurozone. From the financial crisis, started in the United States in 2007, Europe has also been affected by a sovereign debt crisis and from a deep lack of legitimacy. All these events have shown how big and how limited is this complex system, which still now does not have any similar examples around the world. The various European issues brought to the surface, during the last seven years, forced “Economics professionals” and “Politics professionals”, always separately in the respective fields, to deal with the problem of a precise moment and to adopt a temporary solution. This paper would contribute to create and to develop the idea that now, mainly “thanks” to the Euro crisis lato sensu, both economics and politics must act to find and to introduce measures which are part of a complete system, already thought and clear ex ante, immediately. It is time to rebuild the European Union and this essay suggests a clear political compact. However, every possible proposal has only one way to achieve it: Economics and Politics working together.

Keywords: Economic Integration, Euro Crisis, European Political Parties, European Monetary Union, Fiscal Policy, Political Compact. Treaty Reform


Introduction
This essay analyses the existing links between economic and political issues which have originated from the European institutional system and that are worsened by the crisis. I examine the European model dealing with the economic and the political side to underline the causes and the effects of the various crises which affected the EU and the Eurozone. My approach is based on the combined use of concepts such economic integration together with another such as compound democracy to delineate a new European institutional system.
          I will proceed as follows: first I am going to describe the European Union and the European Monetary Union in the recent years, and I will focus on the open questions of the institutional building (first section), then I am going to try to explain why and how the Euro crisis, broadly considered, should force Economics and Politics to talk to each other to tackle the European issues (second section). I will discuss Europe as the federal state union where the main economic cleavages would show a need of political solutions (third section).
          I will arrive to the general conclusion that, an approach to the union formed by both economic and political standpoints, does not only explain the cleavages of the EU, but it is also the only way to try to resolve them. Finally, I am going to explain the reason why I consider a political compact the most beautiful challenge anymore avoidable, above all, from an economic point of view.


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giovedì 9 aprile 2015

xperia Z3 Compact


Dopo il pioniere HTC Tytn II, il Nokia E71, ho dovuto mandare al riposo anche il tanto amato e fedele iPhone 4, classe 2010.

Da qualche giorno mi affido ad un Sony xperia Z3 Compact, orange. Uscito nella seconda metà dello scorso anno, mi è sembrato il miglior prodotto qualità-prezzo sul mercato, e forse anche di più.

A risentirci.

ps
l'iPhone 4, per non avermi mai lasciato a piedi, ha trovato un'altra sim, e continuerà ad accompagnarmi con molta più serenità. Al passato grazie, al futuro sempre sì. | permalink

sabato 7 febbraio 2015

An Analysis of the MMT strenght


Together with Roberto Silvestri we wrote a paper on macroeconomic issues (SEP, School of European Political Economy). Here, what I want to report is maybe the most relevant section of this work. Macroeconomics continues to describe reality and lives through different economic schools views, as the last century mainly taught. There are many challenges beyond, so taking on also MMT can be a good exercise.

In order to verify the basic elements of MMT, we have decided to analyze three particular indicators of a selected countries sample: unemployment rate, inflation rate (CPI), government deficit. The period we have taken into account goes from 1999 to 2013. Data have been computed to obtain 3-year period mean. Hence, the outcome we have obtained, comprises five groups of means for each indicator for every country. We have selected the following countries: France, Germany, Greece, Japan, Italy, Spain, the United Kingdom, the United States of America. Our aims were to analyse a bigger data sample (starting from the 1970s) and combining data of each country in a 5-year mean in order to build a stronger model. Unfortunately, this was not possible because due to lack of data regarding some country dating back to before 1999. We begin with an analysis of the unemployment and inflation.
We begin with an analysis of the unemployment and inflation.

Unemployment - Inflation 1999-2001

2002-2004

2005-2007

2008-2010

2011-2013


On the basis of what MMTers say, the increase of public expenditure should stop when the full employment has attained. Hence, data should show high levels of inflation accompanied with low levels of unemployment or vice versa. Actually, we can note:

1. There is no correlation between the two indicators in the countries we have taken into account.

2. Some countries, such as Spain, have had historically a high level of unemployment independently from their level of inflation.

3. Germany cut down drastically its level of unemployment after 2007 as we can see from the change between the third and fourth scatter plot which is confirmed in the last one.

4. Even though there is no correlation, we can identify a cluster of countries, i.e. the United Kingdom, the United States and Japan, which always have low level of unemployment and a relative reduction of inflation rate over the years. In the last plot, we can see that Germany and France add to this cluster, although France reaches a level of unemployment which is almost twice that of Germany.

5. Another element to underline is a liftoff of unemployment in the last period, we have considered, in Greece and Spain. Italy shows a combination of high unemployment and low inflation (if it existed only Italy, the MMT rationale would be approximately confirmed). Unemployment-deficit from 1999 to 2001.



(Government) Deficit - Unemployment 1999-2001

2002-2004

2005-2007

2008-2010

2011-2013



MMTers theorized that unemployment is due to a too low level of public expenditure in order to balance the need to pay taxes and the desire to save money. So, we would find a high level of deficit accompanied with low level of unemployment or low level of deficit and high level of unemployment. From the scatter plot we can note: 

1. Even here it seems that there is no correlation at all between deficit and unemployment: many outliers compare in our sample over the years. For instance, in the last period, Spain and Greece show high unemployment and very low deficit (which is the opposite situation theorized by MMTers. 

2. As for unemployment, the biggest dispersion happened in the run-up of the financial crisis of 2008. 

3. USA seems to be the country which confirms best the MMT rationale (but USA is not the only country in the world!). 


Inflation - (Gov) Deficit 1999-2001

2002-2004

2005-2007

2008-2010

2011-2013


SOURCE: OECD ECONOMIC OUTLOOK 2014




According to MMT, the correlation between inflation and deficit is not relevant. That is why they affirm that governments can create money as the society wants as fiat-money is a government’s monopoly. However, even though the mainstream view considers that more deficit implies more inflation, it would be interesting to analyse whether there is correlation between these two indicators. We can note:

1. The first scatter plot (from 1999 to 2001) shows a situation of positive correlation between the two indicators because a low level of deficit (or a budget surplus) is accompanied with a high level of the other. In this case the outlier is Greece which ran high inflation and high deficit.

2. The periods going from 2008 to 2010 and from 2011 to 2013 (the last two scatter plots) display a certain level of negative correlation (exactly what we would find in our data) except for Germany which seems to play the role of the outlier.

3. France, Germany, Italy and Spain values are very close to each other from 1999. That’s due to the fact that they belong to the monetary union and have a unique monetary policy. Moreover, the primary objective of ECB (European Central Bank) which is “their Central Bank” is to keep price stability namely to maintain a level of inflation on average below but close to 2%. | permalink

sabato 31 gennaio 2015

Sergio Mattarella e l'inizio della Quarta Repubblica


C'era una volta chi faceva "accordicchi" segreti con Berlusconi e puntualmente si faceva "fregare" dall'ex cavaliere. Adesso c'è chi Berlusconi lo mette al suo posto in diretta streaming. Ed era tutto chiaro da prima dell'inizio. Niente retro pensieri, niente schemi contorti e nascosti, tutto molto lineare. Ma per capirlo bisognava conoscere profondamente la Cultura del Ppi.

Questa vicenda offre anche la volta buona per non ascoltare più i tanti cialtroni, che oltre a tenere famiglia diventano sempre più mediocri. Quelli che hanno fracassato la pazienza di Giobbe con la litania del Patto del Nazareno e che adesso non sanno più cosa commentare. Ma se non subito, presto tutti capiranno cosa è successo stamattina con l'elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica. Non è solo una sorta di rivincita storica e definitiva del popolarismo italiano sulla cultura più asfittica prodotta dalla sinistra italiana, non quella che ha espresso un Napolitano, per intendersi, ma quella della fgci degli anni settanta. Non a caso il popolarismo italiano, seppur avendo anch'esso qualche elemento non altissimo, ha prodotto l'attuale Presidente del Consiglio, mentre gli eredi del Pci, quelli che il Pd l'hanno sofferto e allo stesso tempo paradossalmente guidato dalla fondazione al 2013, non hanno uomini in grado di conquistarsi con serenità il voto degli italiani. E un motivo ci sarà, gli italiani non sono tutti evasori, brutti e cattivi.

A mio avviso, comunque, questa è la vittoria non del popolarismo "in senso stretto", ma di una cultura, di un approccio, che va anche oltre il Partito fondato da Luigi Sturzo nel 1919, che raggruppa tutti quelli per i quali, oserei dire, la politica non è tutto, e per questo riescono a porsi obiettivi utili all'Italia e a raggiungerli. In streaming, alla luce del sole. Gente di sinistra reale, insomma.

Anche se il Parlamento resta lo stesso, quello eletto nel 2013 dal trio Berlusconi-Bersani-Grillo (nessuno, infatti, farà cadere oggi il primo Governo Renzi), sempre a mio avviso proprio oggi comincia la Quarta Repubblica. La seconda "berlusconiana" e la brevissima terza delle "grandi intese" non esistono più o non sono mai esistite, a seconda dei gusti. La Quarta, invece, esiste e comincia da oggi. Nessun parlamentare vuole tornare al voto. La nuova certezza altrettanto forte è che Renzi le prossime liste, quando sarà ma nel breve periodo, le dovrà comporre in una maniera da Quarta Repubblica, ossia puntando davvero sul merito e non sulla fedeltà al capo.

È suo interesse, forse soprattutto in una condizione in cui non abbia nessun avversario di destra e/o centro in grado di contendergli la vittoria delle prossime elezioni. Governare è complicato, governare per fare l'interesse di tutti è ancora più difficile e complesso. Ovviamente anche se dovrà sudarsi la vittoria elettorale, gli serve la cosiddetta classe dirigente migliore possibile. E qui il meglio deve ancora venire.

Sul capolavoro dell'elezione di Mattarella, con cui ha davvero asfaltato una marea di gente, non solo politici, Renzi ha potuto contare solamente sulla sua capacità strategica e politica, movimentando da solo il parlamento (e i grandi elettori) di cui sopra. Per movimentare il popolo italiano alle prossime politiche, invece, non gli basterà solo la sua persona. Matteo lo sa. | permalink

giovedì 20 novembre 2014

All I Need


Dopo svariati mesi, anzi anni, probabilmente ancora stavo sul vecchio Cannocchiale, torno a scrivere un post criptico, per non usare aggettivi meno simpatici proposti da cari amici in questi frangenti.

In questi mesi sembra che non abbia scritto niente, invece oltre alla scrittura c'è stata anche abbastanza elaborazione. Ora si tratta di nuotare dentro il mare che porta al fare.

E non occorre aspettare il 2015, l'anno nuovo che ogni anno arriva. Certo è che non siamo più alla metà dei primi anni duemila, ma alla metà della seconda decade, e i tempi sono maturi. Ecco, dopo un tal numero di frasi pressoché ridicole o nella migliore delle ipotesi assurde, approfitto per fornire almeno un link utile per capire di economia e in particolare di governo dell'Europa. Una cosa che, con buona pace degli euroscettici più o meno populisti, deve portare da mangiare.

ps
oramai si va per una laondanews formato discorso-di-fine-anno, si spera con venature accattivanti. | permalink

mercoledì 3 settembre 2014

Sulla mozione a difesa della "famiglia naturale" approvata ad Assisi.


A proposito di questa mozione presentata ed approvata durante l'ultimo Consiglio comunale di Assisi, il "Partito democratico di Assisi" ha scritto questo documento.

In merito ho voluto sottolineare la mia personale posizione, visto che il tema in queste ore è molto discusso in città. Credo di non essere l'unico ad avere questa impostazione di pensiero.

Anche secondo me la mozione citata è stata strumentale, per usare un eufemismo. I consigli comunali, di qualsiasi "levatura"...non si dovrebbero occupare di questi temi, a mio avviso.

Sono altrettanto convinto che non deve essere sottovalutata la diffusione di una certa ideologia "gender". E’ il caso di ricordare che in questione non è la condizione omosessuale ma la diffusione di una certa ideologia di "gender", secondo la quale l’essere uomo o donna non sarebbe determinato fondamentalmente dal sesso, bensì dalla cultura. Tale ideologia attacca le fondamenta della famiglia e delle relazioni interpersonali, invece che avere come obiettivo quello di tutelare le unioni diverse da quelle uomo-donna.

Occorre fare alcune considerazioni al riguardo, data l'importanza di questa ideologia nella cultura contemporanea, e la sua influenza sul fenomeno delle unioni di fatto. Per questo, spero (e credo) che nella prossima consiliatura assisana ci sarà la possibilità di far approvare un documento "diverso", che tenga in considerazione questi ed altri appunti di chi vorrà, senza possibilità di strumentalizzazioni da parte di nessuno e senza che nessuno si senta prevaricato. Per una questione simbolica, visto che in materia legifera il Parlamento.

Purtroppo gli integralisti, dei due “schieramenti” opposti, campano su un’ambiguità. Si tratta di quell’ambiguità che anche i tanto vituperati “DICO” del secondo Governo Prodi, magari, avrebbero eliminato se fossero stati portati fino in fondo. A questo proposito, c'è da ricordare che il Governo Renzi sta già lavorando in merito. Non è un caso che venga attaccato e strumentalizzato il dl Scalfarotto dalla suddetta mozione.
Se avessi scritto io il comunicato del Pd Assisi avrei sottolineato con molta forza che il dl Scalfarotto non va a diffondere l'ideologia gender, bensì si preoccupa di contrastare l'omofobia.

Il PD nazionale attuale, che è molto più avanti sui diritti civili rispetto a quello di Veltroni, Francheschini e Bersani, propone già la stessa linea in merito, quella che, modestamente, io ho sempre sostenuto.

Ho voluto condividere queste 4 righe perché la sinistra a mio giudizio è quella che non fa demagogia, né tanto meno si mette a rincorrere chi la butta in caciara (ai quali, forse, bisognerebbe dare meno spago). E purtroppo o per fortuna io tengo molto al PD e in particolare a quello di Assisi.

PS
la mia posizione sul tema diritti civili in senso lato, da molto prima del 2012, è esattamente questa, che poi, come detto, è anche quella (pagg.10-11) del Partito democratico (nazionale), il quale spero riesca a far approvare questa legge. Finalmente, secondo me, si farebbe chiarezza e giustizia da ogni punto di vista. | permalink

mercoledì 27 agosto 2014

Quantum potes tantum aude, Assisi.


Stamattina mi è arrivata una lettera "firmata" da "Piatto Ritto Mi Ci Ficco", in cui vengono citate alcune persone. Non so a quanti è stata inviata, ma, vista l'etichetta con il mio indirizzo e il francobollo attaccati a mano, l'impegno è stato encomiabile. Pure questo episodio segnalerebbe che ci sono scheletri dentro tutti gli armadi del centrodestra assisano, dopo quasi 20 anni di amministrazione ininterrotta. Dunque risulterebbe difficile per chiunque del giro fare la morale.

 Vista, poi, la vasta produzione letteraria agostana che c'è stata a destra e a manca, ormai mi pare proprio che in molti siano in campagna elettorale, a poco meno di due anni dalle comunali.

Approfitto per rispondere a viso aperto a quante e quanti da un po' mi chiedono cosa farebbe il Pd di Assisi. Ripeto il mio pensiero semplice. Secondo me serve un candidato sindaco democratico, credibile esclusivamente per molte "sensibilità" civiche. È già tardi? Sono convinto che è più utile, oltre che più interessante, sceglierlo, per un programma amministrativo decente, prima delle più vicine elezioni regionali del prossimo anno...

 Purtroppo o per fortuna presto si distingueranno vari passatempi estivi dalle realtà consolidate difficili da scardinare. Ma, come ricordava spesso don Aldo Brunacci, "quantum potes tantum aude". | permalink

lunedì 21 luglio 2014

Assisi 2016-2026, il numero 1 online e nella cassetta della posta


Eccoci col primo numero del "giornalino" di Assisi 2016-2026.

Il pdf completo si trova online a questo link, ovviamente gratis. Abbiamo stampato 5000 copie cartacee a colori, entro la fine di luglio le avremo distribuite per tutto il territorio del Comune di Assisi, a piedi e in bicicletta. Da più gusto...

A risentirci!




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mercoledì 16 luglio 2014

La questione non più meridionale ma italiana. Che Renzi deve porre al centro.


Su Patrioti.org ho scritto queste 4 righe.

Il 7 luglio scorso Banca d’Italia ha pubblicato un’analisi del’evoluzione della congiuntura territoriale, dell’attività produttiva, del mercato del lavoro e degli aggregati creditizi, relativa al 2013. Si tratta di uno dei tradizionali documenti di studio e aggiornamento che Banca d’Italia realizza periodicamente. Andando a vedere la diversa dipendenza delle macroaree dalle componenti della domanda, l’utilizzo dei fondi strutturali europei, il turismo, la ricchezza delle famiglie, cosa emerge? Nel 2013 il nostro Mezzogiorno si è allontanato ancora di più dal resto del Paese, o, se si preferisce, gli accenni di ripresa reale ci sono stati solo nel centro e nel nord. Appare banale e addirittura noioso continuare a parlare di un’annosa questione meridionale, ma tant’è.
Nel 2013 la disoccupazione nel centro nord ha toccato il 9,1%, nel sud il 19,7%. Il dato dei giovani under 29 mostra, rispettivamente, un 23 e un 43 per cento. Il PIL si riduce in tutte le zone del Paese, ma solo al Sud la riduzione è maggiore e rilevante rispetto al 2013. Nel Nord Ovest dal (-) 2,6% passa al (-) 0,6%; nel Nord Est dal (-)2,5 al (-)1,5; al Centro dal (-) 2,5 al (-)1,8. Nel merdidione, invece, si peggiora passando dal (-)2,9 del 2012 al (-)4% del 2013, contribuendo in negativo al dato nazionale. Le esportazioni sono rimaste stabili al Centro e hanno ricominciato ad aumentare al Nord, ma sono calate al Sud. I consumi si riducono in tutte le macroaree, comunque la diminuzione nel Mezzogiorno risulta relativamente maggiore. Così anche il settore dei servizi e delle costruzioni è lì che continua a soffrire di più. Inoltre, se è vero che la flessione dei prestiti bancari è stata meno forte nel Mezzogiorno, è anche vero che al Centro e nel Nord Ovest le imprese hanno fatto maggior uso di emissioni obbligazionarie. E poi i prestiti alle famiglie hanno fatto registrare un aumento di contrazione soprattutto al Sud.
Questo Governo, il primo esecutivo Renzi, deve intestarsi una battaglia seria e mirata per riagganciare il nostro mezzogiorno, facendo seguire, per la prima volta dall’Unità d’Italia, alle parole fatti concreti. Non si tratta di essere piò o meno appassionati di meridionalismo, piò o meno ancorati ad una tradizione radical e chic, i cui risultati sono evidentemente opinabili. Qui è davvero in gioco il futuro dell’Italia sistema Paese, che non può più permettersi di essere una nazione tanto eterogenea. La vecchia vulgata, magari valida per il secolo e il millennio scorso, di un nord industriale e motore principale che “importava” il carburante necessario dal sud, in termini di manodopera oltre che di domanda di beni di consumo, non può più reggere. L’Europa e il mondo sono completamente cambiati. Il nostro meridione si è profondamente impoverito, oltre al fatto che le teste e le braccia non si fermano più all’interno del caro triangolo industriale, ma vanno oltre, spesso neanche ci passano finendo in altri continenti via aereo.
Gli italiani non ne possono più di avere pressione fiscale svedese, in assenza di uno stato sociale svedese”. La linea è “più coordinamento di politiche fiscali e più riforme strutturali nei Paesi…Le soluzioni possono essere diverse, ma la sostanza è di tipo statunitense: stati nazionali in equilibrio di bilancio, federazione – in questo caso Ue – che fa politiche espansive anticliche, quando ce n’è bisogno”. A questa ottima impostazione generale sottolineata in una recente intervista dal viceministro all’Economia, Enrico Morando, devono seguire altrettanto ottime declinazioni della stessa in misure concrete. Entro la fine di questo anno domini 2014, non solo per la coincidenza col semestre europeo a presidenza italiana, ma perché pare davvero che l’avvio del processo di “unificazione economica” d’Italia non possa più attendere.
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