giovedì 17 febbraio 2011
lunedì 14 febbraio 2011
Radiohead, era ora
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timoteocarpita
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21:00
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Nel 2007 ci hanno provato a rivoluzionare per bene tradizioni e costumi delle relazioni venditori-clienti del mondo musicale. Misero online In Rainbows e scaricabile dai propri fans dietro un libero compenso.
Il risultato è stato comunque un successo planetario per quell'album. Ma questo, forse, ci sarebbe stato anche diversamente. La media delle "offerte libere", però, non superò i quattro dollari. Questo ha segnato la bocciatura di questo metodo e ora, per lanciare il nuovo lavoro, i Radiohead tornano almeno in parte indietro.
The King of Limbs, questo il nome dell'ultima fatica dei Radiohead sta per uscire, per la gioia dei milioni di fans sparsi per il globo. E la distribuzione torna ad essere in buona parte "tradizionale". La versione su CD arriverà nei negozi di dischi, per l'etichetta XL Recordings, il prossimo 29 marzo. Invece i vari cofanetti, composti anche da poster e altro materiale cartaceo, saranno pronti per essere spediti a partire dal 9 maggio.
Una porzione del metodo rivoluzionario sperimentato con In Rainbows nel 2007 viene mantenuto almeno nei tempi. Infatti The King of Limbs sarà disponibile online a partire dal 19 febbraio. Questa volta, comunque, non ad offerta libera, bensì a 6 sterline (la versione MP3) e a 9 quella Wav non compressa.
Infine, ci sarà la possibilità anche di acquistare cofanetti particolari per i seguaci più "devoti": i cosiddetti newspaper album. Si tratta di due vinili, un CD e la relativa versione in MP3 o in WAV, con prezzo, però, che sale rispettivamente a 30 e 33 sterline.
Noi intanto ce lo prendiamo dal web, poi magari anche da un negozio di dischi...
Da quel 1993 di Creep, primo straordinario tassello di carriera, i Radiohead hanno accompagnato noi nati nei '70 e '80. E ora continuano anche con quelli nati nei '90 e nel nuovo millennio.
domenica 13 febbraio 2011
Donne
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timoteocarpita
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12:37
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Evidentemente con loro. Non credo che basti, ma credo anche che serva.
venerdì 11 febbraio 2011
1102 | 2011: data simmetrica
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timoteocarpita
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19:14
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Oggi ho appreso un fatto italiano che mi fa sghignazzare. La Cassazione ha assolto il Corriere che nel 2006(con direttore Paolo Mieli) aveva definito "fascista e portatore di valori quali la xenofobia" Forza Nuova.
Mi dispiace per Forza Nuova e formazioni limitrofe, ma d'ora in avanti possiamo tutti, senza paura di essere trascinati in tribunale, chiamare i fascisti col loro nome. Razzisti e xenofobi.
Ma questa giornata verrà giustamente ricordata come l'ultimo giorno di Mubarak, lo zio di Ruby(sì, battuta scontata, ma ineludibile vista la sfiga di Berlusconi).
La piazza ha vinto, dicono tutti. L'esercito comanda aggiungono alcuni. È la transizione auspicata(e scelta) da Obama, spero io.
Da noi si continua a lavorare per giungere alla migliore fotocopia reale delle sceneggiature di Nanni Moretti, che ricomincia per l'occasione a ri-rilasciare interviste(poi anche qui). Agli azionisti del Palasharp di Milano, risponde Ferrara definendoli puritani e altro che non ricordo. Il direttore del Foglio sta andando davanti alle telecamere più seguite del paese per spiegare agli italiani, con comizi che verranno studiati molto presto secondo me, il perché è già con la roncola in mano. Il mio amico Mario ha spiegato come vede il tutto in un articolo che mi piace, diciamo così. Poi ne ha scritto anche un altro collegato a questo e a me ha fato venire in mente il recente tornare sotto i riflettori di un economista democratico.
Sto parlando di Nicola Rossi, senatore del PD, che vuole fare i conti col suo animus, e per questo dimettersi per segnalare l'incapacità e inutilità dell'opposizione, "che paradossalmente finisce per essere la vera gamba decisiva che mantiene B.". Rossi si riferisce al fatto che il PD non è alternativa pronta. Al di là dei giornali che sbeffeggiano e non aiutano a far conoscere le iniziative piddine, è oggettivo che alternativa pronta non c'è. E qualcuno si deve prendere questa responsabilità. A mio avviso, non(solo) Nicola Rossi, uomo non di partito, e oltretutto uno dei pochi seri e rispettabili uomini in cui umilmente mi posso riconoscere senza fatica.
Dai, intanto accontentiamoci, lo zio di Ruby è volato a Sharm. Che mandi cartoline di invito a raggiungerlo!
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mercoledì 9 febbraio 2011
Fraintendimenti fastidiosi
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timoteocarpita
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13:28
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Ho scoperto che gente che non è su fb si fa dire cosa scrivo, addirittura i commenti sparsi per altri profili e pagine, e se li ricorda spesso senza averli compresi.
La colpa è la mia che non mi faccio capire, ma basterebbe uscire allo scoperto, live o online che si preferisca.
UPDATE: amici senza le inferenze necessarie mi hanno fatto giungere come commento questo video.
Hanno ragione, ahahahah
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La colpa è la mia che non mi faccio capire, ma basterebbe uscire allo scoperto, live o online che si preferisca.
UPDATE: amici senza le inferenze necessarie mi hanno fatto giungere come commento questo video.
Hanno ragione, ahahahah
La guerra causata dal VoIP: forza internet come sempre
postato da
timoteocarpita
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13:24
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Preciso per i deboli di cuore che questo "forza internet" non vuole rimandare in nessun modo a riferimenti calcistici...
Gli operatori telefonici provano a imporre tariffe e offerte sempre meno aperte alle libere scelte degli utenti. Skype comincia a condannarlo pubblicamente. Si attende il giudizio di noi consumatori.
E' ovvio che per le compagnie telefoniche garantire l'accesso ai servizi VoIP è quasi farsi concorrenza "da soli". A dirlo tra le righe è la stessa Vodafone. "Secondo noi è giusto bloccare il VoIP sulle offerte più economiche. Altrimenti gli utenti invece di spendere 10 euro di traffico dati e 10 euro di traffico voce, spenderebbero solo 10 euro di traffico dati, includendovi anche il VoIP".
L'attuale principe del VoIP, Skype, non ha fatto attendere la sua replica, anche alla luce dei nuovi piani tariffari appena lanciati da Vodafone(che più o meno sono analoghi a quelli di Tim e Wind). "Skype è fermamente convinta che dovrebbero essere gli utenti di Internet - e nessun altro - a scegliere cosa fare online". con queste parole Jean-Jacques Sahel, dirigente di Skype, ha commentato questo andamento delle aziende di telefonia che premerebbero per creare un mercato dell'Internet mobile a due velocità.
Da un lato si vorrebbe un'offerta standard e accessibilissima, sostanzialmente guidata dall'operatore e quasi per nulla aperta alle scelte libere dell'utente. Dall'altra un'offerta capace di assecondare anche gli utenti "più esigenti" ma ovviamente più costosa e forse anche più difficile da trovare.
In questo particolare mercato, ci sembra, che noi consumatori possiamo essere con il nostro comportamento collettivo molto più decisivi che in altri settori. In fondo le paure di Vodafone si fondano proprio su questo: la ancora troppo potenziale concorrenza di Internet nelle telecomunicazioni.
(se ne discutte soprattutto qui)
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